Denzel Washington, nel corso di un’intervista al portale Youtube Gayety, in occasione dell’uscita nelle sale statunitensi de Il gladiatore II, film di Ridley Scott, sequel dell’omonimo kolossal del 2000, in cui interpreta il ruolo di Macrino, ha rilevato un curioso retroscena riguardo il suo personaggio, cui è stato dato un background omosessuale. Una caratterizzazione che avrebbe dovuto essere esplicitata attraverso una scena in cui Macrino bacia sulle labbra un altro uomo; sequenza poi tagliata dal montaggio finale. A questo proposito l’attore ha commentato, spiegando i probabili motivi del taglio
“Nel film c’era una scena in cui baciavo un uomo, ma poi l’hanno tolta, probabilmente se la sono fatta un po’ sotto. Baciavo sulle labbra uno, e poi, dopo cinque minuti, lo ammazzavo. Il bacio della morte, insomma!”
Senza voler entrare nel dettaglio di un argomento tanto complesso, l’omosessualità maschile nel mondo romano era certamente molto diffusa, ma in qualche modo limitata a un ambito di semplice esercizio del potere di un uomo potente nei confronti di uno schiavo o eventualmente, di un liberto (schiavo emancipato), come peraltro è il caso dello stesso Macrino. Rapporti omosessuali tra due cittadini romani erano invece malvisti, come ci spiegano il divulgatore Roberto Trizio e la linguista Yasmina Pani in due interventi che potete trovare qui sotto.
Se nell’Antica Roma, il concetto di ‘omosessualità’ non era assimilabile a quello odierno, il ruolo di Macrino ha a suo modo rappresentato, per Washington, una prima volta nei panni di un personaggio gay, anche se tutti ricordiamo il suo Joe Miller in Philadelphia, avvocato omofobo ‘costretto’ a rappresentare in tribunale Andrew Beckett (Tom Hanks) in una causa per ingiusto licenziamento, a seguito di una diagnosi di AIDS: inizialmente riluttante, l’avvocato finirà per sposare del tutto la prospettiva del suo cliente, concludendo la sua arringa finale con un accorato appello alla tolleranza
Il gladiatore II è un film di Ridley Scott con Paul Mescal, Pedro Pascal, Connie Nielsen e Joseph Quinn.
