Giurato numero 2, film di Clint Eastwood con Nicholas Hoult e Toni Collette, non è tratto da una storia vera, né da un romanzo; lo script di Jonathan Abrams, completamente originale, è peraltro il primo nella carriera dello sceneggiatore, a vedere effettivamente la luce. Abrams invece ha spiegato che due film in particolare, gli sono stati d’ispirazione durante la stesura della storia: La parola ai giurati e Mystic River, dello stesso Eastwood.

Il fatto che al pubblico possa essere sembrato un film tratto da una storia vera, probabilmente è un feeling che va individuato nelle scelte narrative di Eastwood. A Indiewire infatti, Abrams ha spiegato che il regista ha voluto fare questo film perché “parla della gente” e la sceneggiatura si concentra oltre che sul protagonista anche sui numerosi personaggi secondari e le loro scelte.
In un’altra intervista a GQ, Abrams spiega in che misura Giurato numero 2 sia debitore di un classico come La parola ai giurati, di Sidney Lumet, dove con pervicacia, il giurato interpretato da Henry Fonda persuadeva i colleghi di giuria a dichiarare un imputato innocente, nonostante la mole di indizi apparentemente incontrovertibili. Non siamo di fronte a un remake, dato che in Giurato Numero 2, il protagonista si ritrova a dover giudicare della vita di un uomo che, con tutta probabilità, ha contribuito egli stesso a terminare.
“Non credo che il film sia stato ispirato direttamente da La parola ai giurati, onestamente. La domanda che mi sono posto era: cosa farà? Farà condannare quest’uomo o cercherà di salvarlo? A questo punto, potresti pensare che il film si limiti a mostrare il protagonista che cerca di convincere gli altri con argomenti solidi, proprio come faceva Henry Fonda, magari accompagnati da un po’ di manipolazione. Ma ecco l’ironia: lui deve rischiare in prima persona attraverso le sue stesse parole. Ed è proprio questa l’essenza dell’ironia di questa storia: più lui è libero di dire la verità, più mette a rischio la propria sicurezza.”

Abrams ha deciso di consegnare la sceneggiatura a Eastwood proprio pensando al film di Lumet, con un occhio di riguardo anche per Mystic River, film diretto dal regista de Gli spietati nel 2003
“D’altra parte Mystic River è stato, ovviamente, una sorta di stella polare per il progetto (…) una volta assicurata la partecipazione di Clint al film, ho iniziato a riflettere sulla sua filmografia, cercando quale delle sue opere fosse più vicina a quella che volevo realizzare.
L’idea era di capire come, durante la riscrittura fatta insieme, potessi prendere ciò che funzionava nella mia storia per integrarlo in questo nuovo progetto. Sarebbe stato strano dirgli direttamente: “Senti, Clint, vedo questo film come un gemello di Mystic River” – non potevo proprio dirlo, sarebbe sembrata un’assurdità..- Ma, segretamente, era proprio quello che speravo, e lui l’ha in qualche modo confermato al nostro primo incontro”
Il film, di cui abbiamo parlato nella recensione di Giurato numero 2 è al cinema dal 14 novembre
