Ilaria Sollazzo, nata nel 1991 e residente a Scalea, in provincia di Cosenza, era un’insegnante di sostegno, uccisa a colpi di pistola la notte del 2 ottobre 2022 dal suo ex compagno, Antonio Russo, una guardia giurata con il quale aveva chiuso una relazione durata quattro anni. I due avevano avuto una figlia nata nel 2020, che in quel momento dormiva a casa dei genitori di Ilaria. Dopo aver ucciso Ilaria, Russo si è suicidato. La ragazza aveva due sorelle, Maria Pia e Giovanna e un fratello. Ilaria era molto affezionata anche a suo cognato Pasquale, il marito di Maria Pia, scomparso di recente.

Ilaria era la figlia del titolare di un albergo, da adolescente aveva frequentato il Liceo Scientifico e poi si era laureata in economia alla LUISS di Roma. Era una ragazza molto conosciuta a Scalea, anche per il suo impegno di catechista e nelle settimane prima di morire era entrata nel mondo dell’insegnamento come docente di sostegno al Liceo Scientifico Pietro Metastasio, nella stessa città. Come scrive Fanpage, nonostante avesse iniziato il suo lavoro a settembre, Ilaria aveva già conquistato la stima e l’affetto degli alunni, che infatti parteciparono al suo funerale. Emblematica è la lettera che una sua alunna di quattordici anni, con sindrome di down, le scrisse all’indomani della tragedia: “Mamma mi ha detto che ti hanno trasferito, ma io non volevo, anche se a volte ti faccio arrabbiare. Ti voglio bene davvero”

Pochi mesi prima di essere uccisa, Ilaria Sollazzo aveva terminato la sua relazione di quattro anni con Antonio Russo, una guardia giurata più giovane di lei di sei anni e dalla quale era nata una figlia. A quanto pare, dopo la fine della relazione, stanca dei tradimenti di lui, e stanca di impegnarsi a volerlo cambiare per fare in modo che si prendesse le sue responsabilità familiari, Ilaria era tornata a vivere con i suoi e con sua figlia a via Paolo Borsellino e aveva iniziato un nuovo capitolo di vita, con l’incarico a scuola. Lui però aveva tentato dei riavvicinamenti, pare anche in virtù del fatto che dopo la morte di suo padre avesse ereditato l’azienda di famiglia, la Metropol. Riavvicinamenti che però lei aveva sempre respinto. La Gazzetta del Sud riporta che lui le aveva scritto messaggi su Whatsapp, in cui manifestava un disagio evidente per la fine della loro relazione. Lei però non aveva mai sporto denuncia nei suoi confronti.
Nelle prime ore del mattino del 2 ottobre 2022 lei rientra a casa dei suoi dopo essere stata ad una festa di compleanno e Antonio Russo la aspetta per tenderle un agguato. Probabilmente non le dà neanche modo di capire cosa stia succedendo, si avvicina alla sua auto e le spara sei colpi che la raggiungono alla testa. Poi Russo rivolge la pistola contro sé stesso e si uccide. L’arma dell’omicidio era quella di ordinanza. I due non avevano un appuntamento concordato, come scriveranno erroneamente i giornali nei giorni successivi, e non avevano litigato al momento della sparatoria. Ilaria Sollazzo è caduta in un’imboscata sotto casa dei suoi, mentre sua figlia dormiva di sopra. I primi a raggiungere Ilaria, dopo aver sentito i colpi, sono il fratello e la sorella Giovanna, ma non c’è nulla da fare.
A raccontare i momenti concitati subito dopo l’omicidio di Ilaria, fu sua sorella Mariapia a LaC News
“Io stavo dormendo, erano le due, Ilaria era andata a una festa di compleanno… per fortuna i miei figli non erano usciti, perché di solito uscivano e poi tornavano insieme con la zia. Sento citofonare all’impazzata e mi agito anche perché mio marito ha avuto problemi di cuore, credevo stesse male. Corro, apro e trovo mia madre attaccata al citofono che grida: “Ha ammazzato tua sorella, corri che tua sorella è morta”. Io non capivo… mi guardavo intorno e vedevo le luci dell’autoambulanza. Pensavo: “Sarà ferita, non morta”… corro scalza, vado a vedere che è successo e mi corre incontro mio fratello con la maglia sporca di sangue, e mi dice: ‘Mariapì, Ilaria non c’è più, è morta.’ Lui è stato il secondo a scendere dopo Giovanna, perché aveva tentato di rianimarla, sentiva dei rantoli. Lei però è morta sul colpo. Dal fascicolo abbiamo saputo che le ha sparato un colpo alla tempia. non se n’è accorta proprio, non ha sofferto, non l’ha neanche visto arrivare. Aveva le mani nella borsa per cercare le chiavi del cancello e la cintura allacciata”
I funerali della ragazza si tennero nella chiesa di San Giuseppe Lavoratore, sempre a Scalea. Lo stesso giorno, nella stessa parrocchia, si erano tenuti i funerali del suo assassino. A Ilaria Sollazzo è dedicata un’associazione antiviolenza situata a Scalea.
