Alla fine di Antlers, Julia riesce a sconfiggere il wendigo e a salvare Lucas, ma il male non è completamente debellato: il fratello di Julia, Paul, mostra i primi segni di infezione, suggerendo che la maledizione potrebbe continuare.
Dopo una lunga battaglia, Julia uccide il wendigo strappandogli il cuore, ponendo fine al suo ciclo di violenza. Tuttavia, per proteggere Lucas e il resto della comunità, è costretta anche a uccidere Aiden, il fratellino di Lucas, che sta per trasformarsi a sua volta. Questo gesto tragico e doloroso sottolinea la determinazione di Julia nel fermare la diffusione della creatura, nonostante il costo personale.
Nel corso del film, il wendigo viene presentato come una metafora del ciclo di abusi e traumi; Julia stessa ha subito abusi da bambina e riconosce in Lucas i segni di una sofferenza simile. Il suo ritorno in Oregon non è solo per proteggere il ragazzo, ma anche per affrontare i demoni del suo passato. La lotta contro il wendigo diventa quindi una battaglia sia fisica che simbolica, rappresentando la volontà di spezzare il ciclo di dolore.

Il wendigo, secondo la tradizione dei popoli Algonchini, è una creatura nata dall’avidità e dalla distruzione, simboleggiando il consumo insaziabile. Antlers usa questa figura mitologica per esplorare temi come l’abuso, il trauma e il rapporto distruttivo tra l’uomo e la natura. La creatura nel film non solo divora le sue vittime, ma incarna anche la devastazione emotiva e fisica che lascia dietro di sé.
Il dettaglio finale di Paul che inizia a mostrare segni di infezione lascia il pubblico con una sensazione di incertezza. Nonostante Julia abbia fermato il mostro, il male persiste. Questo suggerisce che il trauma, così come la maledizione del wendigo, è difficile da sradicare completamente e può continuare a propagarsi se non affrontato a fondo. Questo elemento lascia spazio a un possibile sequel, in cui Julia potrebbe dover affrontare una nuova sfida: salvare suo fratello prima che sia troppo tardi.
