La serie: The Sticky, 2024. Creata da: Brian Donovan, Ed Herro. Genere: Dark comedy. Cast: Margo Martindale, Chris Diamantopoulos, Guillaume Cyr. Durata: 30 minuti/6 episodi. Dove l’abbiamo visto: su Prime Video.
Trama: Una coltivatrice di sciroppo d’acero canadese scopre che la sua fattoria è minacciata e trama per rubare milioni di dollari di sciroppo d’acero come vendetta.
A chi è consigliata: Agli appassionati di dark comedy e alle modalità narrative tipiche dei fratelli Cohen.
Il film Fargo dei fratelli Coen, uscito nel 1996, si apre con l’affermazione che la storia narrata “è una storia vera”, precisando che i nomi sono stati cambiati “su richiesta dei sopravvissuti” ma che il resto è stato raccontato “esattamente come è accaduto”. Tuttavia, sia il film che la successiva serie televisiva sono pura fiction. Al contrario, The Sticky adotta un approccio opposto, avvertendo subito che quella che stiamo per vedere non è assolutamente la vera storia del Grande furto di sciroppo d’acero canadese.
Ambientata nel 2011, la serie trae ispirazione da un evento reale: un audace furto di 9.000 barili di sciroppo d’acero, per un valore di milioni di dollari, sottratti alla riserva strategica della Federation of Maple Syrup Producers. Pur mantenendo solo i contorni della vicenda originale, The Sticky costruisce una trama vivace e spesso commovente, in cui piani di furto improbabili, investigazioni approssimative e affari loschi si intrecciano, generando caos in un apparentemente tranquillo angolo del Quebec.
Sciroppo d’acero a volontà

Protagonista è Margo Martindale, nota per i suoi memorabili ruoli di supporto al cinema e in televisione, tanto da essere celebrata con un personaggio che porta il suo nome nella serie animata BoJack Horseman. Questa volta, come dicevamo, interpreta un ruolo principale, restando però fedele al tipo di personaggi che l’hanno resa celebre: una donna rabbiosa, nervosa, aggressiva e incline alla violenza. Ruth Landy è una produttrice di sciroppo d’acero costretta a vendere la propria terra. Suo marito è in coma e, ufficialmente, lei non ha i requisiti per portare avanti l’attività, ma dietro tutto c’è un piano orchestrato da Léonard (Guy Nadon), capo dell’associazione dei produttori, che ambisce alla sua proprietà.
Parallelamente, altri due personaggi lottano contro le proprie avversità. Remy (Guillaume Cyr), una guardia di sicurezza presso la riserva locale di sciroppo, viene continuamente ignorato o maltrattato, ad eccezione del sostegno del suo amorevole padre. Nonostante ciò, ha già trovato un modo per arrotondare: ruba barili di sciroppo con un amico, uno alla volta, riuscendo a guadagnare discretamente. Tuttavia, sogna un colpo più grande, che possa garantirgli milioni. Poi c’è Mike Byrne (Chris Diamantopoulos), un criminale maldestro al soldo di un mafioso di Boston. Deriso da tutti, Mike vede nel piano di Remy una via d’uscita dai suoi problemi.
Il trio si forma quasi per caso e, spinto dall’ambizione di Mike, decide di mettere in atto un audace piano per rubare una quantità enorme di sciroppo in un unico colpo. Ma l’impresa si rivela complessa fin da subito: l’amico di Remy, che doveva partecipare alla rapina, viene improvvisamente ucciso, attirando l’attenzione della polizia. La situazione si complica ulteriormente quando gli investigatori iniziano a sospettare di loro prima ancora che il furto venga commesso, dando il via a una catena di eventi caotici e imprevedibili.
Ladri pasticcioni da cui è impossibile scollarsi

The Sticky porta queste complicazioni a livelli esilaranti, trasformando progressivamente il suo registro realistico in una commedia dell’assurdo. Il trio di protagonisti si ritrova immerso in una serie di situazioni caotiche e paradossali, sempre più difficili da gestire: litigano costantemente, incapaci di trovare un accordo su qualsiasi cosa, ma, nonostante tutto, continuano a portare avanti il loro piano di rapina fino alle estreme conseguenze. A complicare ulteriormente le cose, appare persino Jamie Lee Curtis in un breve ruolo che aggiunge un ulteriore livello di difficoltà alle loro già tormentate vite.
The Sticky segue un format collaudato che, se ben eseguito, è un piacere da guardare: la classica commedia sui ladri pasticcioni. Questo sottogenere, reso popolare negli anni Cinquanta dal cinema italiano e britannico con film come Il quintetto della morte e Gli sconosciuti per sempre, adotta un approccio ironico agli errori di aspiranti criminali. I maestri moderni di questo stile restano i fratelli Coen, con numerosi film su personaggi maldestri nel mondo del crimine tra cui spicca Fargo, che citavamo in apertura.
La serie è divertente, sopra le righe e sorprendentemente breve. Con soli sei episodi della durata media di 25 minuti, lascia una sensazione di leggerezza che potrebbe spingere a desiderare qualche episodio in più. Tuttavia, la storia si risolve in modo piuttosto rapido e diretto, suggerendo una possibile continuazione in una seconda stagione se il progetto avrà successo. Forse, però, non è necessario: la trama è ben strutturata e lascia lo spettatore piacevolmente “affamato” anziché sopraffatto da un eccesso di contenuti, un approccio rinfrescante in un panorama spesso caratterizzato da storie allungate fino all’esaurimento.
La recensione in breve
The Sticky - Il grande furto parte da un'incredibile storia vera come spunto per creare una simpatica commedia su un gruppo di ladri la cui goffaggine rasenta l'arte.
Pro
- L'irresistibile trio di protagonisti
- Il tono da dark comedy che mantiene alta l'attenzione
Contro
- La narrazione non è particolarmente innovativa e prende molto dai maestri del genere
- Voto CinemaSerieTv
