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Home » Film » Recensioni film » Mica è colpa mia, la recensione: un inizio 2025… da dimenticare

Mica è colpa mia, la recensione: un inizio 2025… da dimenticare

La recensione di Mica è colpa mia, commedia italiana che inaugura il 2025 su Netflix, ma che non ci ha convinti per la sceneggiatura debole.
Agnese AlbertiniDi Agnese Albertini2 Gennaio 2025
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Il film: Mica è colpa mia, 2025. Diretto da: Umberto Carteni. Genere: Commedia. Cast: Laura Adriani, Roberto De Francesco, Loris De Luna, Antonio Folletto. Durata: 101 minuti. Dove l’abbiamo visto: Su Netflix.

Trama: Nel disperato tentativo di salvare la loro casa di famiglia a Napoli, due fratelli, Vito, padre single, e Antonello, si trovano costretti a ideare un piano audace: ingannare una ricca ereditiera.

A chi è consigliato? A chi cerca una commedia romantica scacciapensieri e senza troppa profondità.


L’anno “italiano” su Netflix comincia con Mica è colpa mia, commedia romantica diretta da Umberto Riccioni Carteni che, nonostante qualche momento di genuino umorismo, non riesce a scrollarsi di dosso una trama problematica e una struttura narrativa prevedibile. Il film segue Vito e suo fratello Antone, ultimi abitanti di un edificio fatiscente a Napoli che rischia di essere demolito per far posto a un progetto di gentrificazione. Per salvare la loro casa e il ristorante annesso, i due si lanciano in un piano discutibile: Vito si fingerà un ricco filantropo per conquistare Marina, la figlia del magnate De Leonardi, sperando di convincerla a donare una somma per ristrutturare l’immobile.

Una storia debole, che entra in territori rischiosi

Come dicevamo, la storia segue Vito, un padre single, suo figlio Napoleon e il fratello Antonello, coinvolti in un piano disperato per salvare l’edificio di famiglia a Napoli, caduto in rovina. Quando la situazione finanziaria diventa insostenibile, Antonello convince Vito a fingersi ricco e a corteggiare Marina, figlia del potente imprenditore De Leonardi, con l’obiettivo di ottenere una donazione per ristrutturare l’edificio. Tuttavia, i sentimenti tra Vito e Marina complicano ulteriormente una trama già problematica.

Nonostante il tropo dei “finti amanti che si innamorano davvero” sia un classico del genere, Mica è colpa mia manda all’aria ogni accenno di potenziale romantico utilizzando lo stalking come punto di partenza per la relazione tra i protagonisti. Certo, il film ammette che le azioni di Vito, come seguire Marina alle sue lezioni di yoga o farle rimuovere l’auto per offrirle un passaggio, sono discutibili, ma riconoscere il problema non basta a giustificarlo.

Dal punto di vista narrativo, il film soffre di una struttura debole: gran parte della storia è dedicata a un lungo prologo, mentre la risoluzione dei conflitti arriva solo negli ultimi minuti, lasciando poco spazio allo sviluppo emotivo dei personaggi e delle loro relazioni. Questo approccio sminuisce la chimica tra i protagonisti, rendendo la loro storia d’amore poco credibile e insoddisfacente.

Un tripudio di clichè

La trama, benché preveda il classico sviluppo del genere romantico, offre poche sorprese. Il pubblico può facilmente intuire il percorso narrativo: dall’inganno iniziale, ai sentimenti contrastanti di Vito, fino al momento della confessione e al prevedibile finale. La regia di Carteni, che cerca di compensare la prevedibilità della trama con un ritmo accelerato, finisce per compromettere il coinvolgimento emotivo. Alcune scene, come l’episodio in ascensore in cui Marina ha un attacco di panico o quella della preparazione degli spaghetti, si interrompono bruscamente, privandole di un impatto narrativo significativo. Questo approccio suggerisce una certa fretta di arrivare alla conclusione, forse nella speranza di evitare che lo spettatore si soffermi troppo sulla prevedibilità della storia.

Nonostante l’intento comico, il film affronta il tema dello stalking in modo superficiale, trasformandolo in un espediente narrativo per giustificare l’attrazione tra i due protagonisti. Vito utilizza metodi discutibili, come rubare il telefono di Marina o seguirla a una lezione di yoga, per attirare la sua attenzione. La trama si basa su cliché ben noti: un amore nato da presupposti falsi, una scoperta inevitabile della verità, e un finale che cerca di redimere tutti i conflitti in extremis. Tuttavia, Mica è colpa mia non riesce a offrire alcuna variazione significativa su questo tema classico, limitandosi a riproporre una formula già vista senza introdurre elementi nuovi o intriganti.

Un progetto che non ci ha convinti

Un elemento ricorrente che strappa qualche risata è il personaggio del piccolo Napoleon, il figlio di Vito, che appare in situazioni comicamente inappropriate. Tuttavia, questa trovata non basta a sostenere un film che si rivela troppo debole nella scrittura e nell’esecuzione. Anche la caratterizzazione dei personaggi risulta confusa: Marina viene presentata come una donna intelligente e talentuosa, ed è difficile credere che possa cadere in tranelli tanto ovvi.

È solo negli ultimi 20 minuti che il film sembra trovare un po’ di energia e freschezza, ma ormai è troppo tardi per salvare una narrazione prevedibile e priva di ispirazione. La sceneggiatura di Caterina Salvadori e Cira Zecca mostra un potenziale inespresso, soffocato da una struttura narrativa rigida e da messaggi morali ambigui. In definitiva, Mica è colpa mia fallisce nel bilanciare romanticismo e commedia, offrendo un’esperienza più frustrante che divertente.

La recensione in breve

4.5 Insipido

Mica è colpa mia risulta una commedia romantica che fatica a bilanciare umorismo e cuore, scivolando in prevedibilità e scelte narrative discutibili.

Pro
  1. Alcuni momenti di genuino ottimismo con il piccolo Napoleon
Contro
  1. Trama prevedibile e clichè
  2. Messaggi problematici
  3. Debole sviluppo dei personaggi
  • Voto CinemaSerieTv 4.5
  • Voto utenti (0 voti) 0
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