Nel finale di Tremila anni di attesa, Alithea decide di liberare il genio dall’obbligo di esaudire i desideri, permettendogli di vivere come una creatura libera. Inizialmente, una volta fatto ritorno a Londra, sembra che il genio scompaia, ma lo rivediamo poi dopo tre anni, il che dimostra che il loro legame trascende i confini dei desideri e del tempo. La loro storia si conclude in una sorta di equilibrio tra il mondo magico e quello umano, lasciando spazio a una riflessione sull’amore, la solitudine e il potere delle storie.
Il film di George Miller esplora il rapporto tra Alithea, un’accademica solitaria e razionale, e il genio, un essere immortale intrappolato per millenni. Dopo che Alithea lo libera da una bottiglia, lui le racconta delle sue vite passate e dei suoi tormenti, cercando di convincerla a esprimere tre desideri. Tuttavia, Alithea inizialmente rifiuta, temendo le conseguenze imprevedibili dei desideri stessi. Nel corso della narrazione, i due si avvicinano, condividendo storie e scoprendo un’intimità unica.
Quando Alithea finalmente desidera che il genio resti con lei, la magia che lo lega al mondo umano inizia a consumarlo. Questo porta Alithea a prendere la decisione più altruista: rinunciare al suo desiderio per salvarlo. La separazione sembra definitiva, ma il ritorno del genio dimostra che il loro legame è autentico e duraturo, offrendo una conclusione poetica e aperta.

Tremila anni di attesa è un film del 2022 diretto da George Miller, basato sul racconto The Djinn in the Nightingale’s Eye di A.S. Byatt. La pellicola mescola elementi fantastici, romantici e filosofici, esplorando temi come l’amore, la solitudine, il potere delle storie e il significato della libertà.
La storia ruota attorno ad Alithea Binnie (interpretata da Tilda Swinton), una narratologa che vive un’esistenza solitaria ma appagata. Durante un viaggio a Istanbul, acquista un’antica bottiglia che, una volta aperta, libera un genio (Idris Elba). Il genio le offre di esaudire tre desideri in cambio della sua libertà. Tuttavia, Alithea è scettica, sia perché conosce le narrazioni sui desideri che finiscono male, sia perché si considera priva di desideri profondi.
Il genio, per convincerla, racconta episodi delle sue precedenti “prigionie”, intrecciando un mosaico di storie che attraversano secoli e culture. Le sue esperienze mettono in luce la fragilità dei legami umani e l’importanza dell’amore, che egli stesso ha cercato disperatamente. Attraverso questi racconti, Alithea sviluppa un legame con il genio, portandola a esprimere il desiderio di condividere la sua vita con lui.
