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Home » Serie TV » News serie TV » Perché le parole di Luca Marinelli su Mussolini stanno sollevando polemiche

Perché le parole di Luca Marinelli su Mussolini stanno sollevando polemiche

Presentando M. di Joe Wright, Luca Marinelli non nasconde la sua appartenenza politica, e i suoi tormenti; una sincerità che ha urtato molti.
Simone FrigerioDi Simone Frigerio8 Gennaio 2025
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Luca Marinelli in una scena di M
Marinelli in una scena della serie - fonte: Sky
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Il 10 gennaio su Sky debutta M, serie di Joe Wright tratta dal romanzo di Antonio Scurati sull’ascesa al potere di Benito Mussolini, interpretato da Luca Marinelli: il golden boy del cinema italiano, intervistato sul Corriere della Sera da Walter Veltroni, e successivamente su La Stampa, ha analizzato con dovizia di parole e particolari l’esperienza complessa vissuta nel dare vita a un personaggio tanto controverso, parlando di ‘dolore’ e definendo, il Duce come ‘il personaggio più difficile che abbia mai interpretato‘.

Queste parole, mal interpretate da molti hanno dato il là a polemiche, rinfocolate da un editoriale de Il Foglio che assomiglia più a un attacco personale nei confronti dell’attore. Un’onda che ha travolto i social, e in particolare X, pieno di post critici nei confronti dell’interprete.

Luca Marinelli
Marinelli sul set della serie – fonte: Sky

Ma vediamo nel dettaglio cosa davvero, Marinelli ha detto a Veltroni e in questa video-intervista a La Stampa. L’accento cade in entrambe le dichiarazioni, sulla difficoltà di fare bene il proprio mestiere, di fronte a un simile ostacolo ideologico

“Quando scelgo un ruolo penso che la cosa più importante sia quella di sospendere il giudizio. È una cosa che ho imparato durante gli studi e che anche i grandi maestri mi hanno insegnato. Sospendere il giudizio, avvicinarsi il più possibile a quest’anima alla quale devi dare un corpo, che sia un personaggio della realtà o della fantasia. In questo caso è stata una cosa per me veramente dolorosa, veramente forte, che naturalmente mi aspettavo, ma non pensavo di vivere con tanta intensità. Non mi volevo avvicinare a Mussolini e purtroppo ho dovuto farlo. Questa sospensione del giudizio è stata abbastanza dolorosa per me e ha reso questo il personaggio più difficile da interpretare, per un discorso di etica».

“Dover sospendere il giudizio su questo criminale, per 10 ore al giorno, per sette mesi, è stato molto doloroso e difficile. Sono antifascista”

A questo proposito, Marinelli spiega a Veltroni (Corriere)

“In quel periodo Mussolini era sicuramente agitato da varie emozioni, devastato dall’ulcera, indeciso su come uscire dall’omicidio Matteotti. Essendo stato un essere umano avrà avuto anche i suoi momenti di debolezza, che noi abbiamo descritto, però poi i risultati dei passaggi attraverso queste emozioni sono sempre stati scelte criminali, come vediamo dalla storia e dalla serie”

Più persone come Luca Marinelli. ♥️
pic.twitter.com/CycyT6lnDz

— Monica R. (@Juv3girl38) January 8, 2025

Dichiarazioni oneste, che paiono non essere piaciute a molti. Si legge sempre su Il Foglio:

“Interpretare M è stato molto doloroso. Non mi volevo avvicinare a Mussolini, ma purtroppo ho dovuto farlo”, anche se non si capisce chi o cosa l’abbia costretto, forse il suo agente, ci auguriamo con ottime argomentazioni. “E’ stata comunque una cosa molto lunga. Una decisione sofferta.
Indeciso se accettare o meno, Marinelli si consultava con la nonna, “matriarca di una famiglia partigiana” (così Repubblica) e che proprio non voleva, era contraria, fai tutti, ma Mussolini no!”

A proposito della nonna, si legge ancora nell’intervista a Veltroni

“Il mio obiettivo era farle vedere la serie prima che uscisse in televisione per tranquillizzarmi anch’io. Mi hanno regalato una proiezione a Cinecittà dove sono riuscito a portare mia madre, mio padre e lei. Nonna era molto contenta, e alla fine e mi ha detto “Hai fatto bene” e questo mi ha rincuorato»”.

A passare in cavalleria, specie sui social,  è dunque la narrazione semplificata, che porta con estrema facilità ad accusare Marinelli di ipocrisia, senza che appaia, per quella che è la nostra comprensione dei fatti, il minimo sforzo per comprendere appieno le parole che vengono commentate: una fallacia in cui sembra cadere anche Giuseppe Cruciani che, durante la puntata del 7.1. de La zanzara, non le manda a dire all’attore

“La prima persona che mi sta sui coglioni in questo 2025, ve lo dico subito, è un attore radical chic. Uno di quegli attori antifascisti per definizione. Io non sapevo nemmeno chi fosse. Dopo aver incassato l’assegno della serie M. di Scurati, un tal Marinelli che da giorni ci rompe i coglioni perché per lui è stato doloroso interpretare Mussolini. Ha fatto addirittura vedere alla nonna la serie in anteprima per essere assolto dal grave peccato di aver interpretato Mussolini. Ma vaffanculo! Prendi l’assegno e non rompere il cazzo!”

Lo sconosciuto attore Marinelli, che deve farsi perdonare dalla sinistra radical-chic, dichiara che è stato doloroso interpretare Mussolini, ma mai quanto è doloroso per gli spettatori assistere alle sue performance.
Questo politicamente corretto ha disgustato. Se non ti fosse…

— Azzurra Barbuto (@AzzurraBarbuto) January 7, 2025

Non sono fascista, non sono un nostalgico di predappio e trovo che le parole di Luca Marinelli siano fastidiosamente intrise di ipocrisia. Problemi, Tina? https://t.co/ljV4ZMDEmE

— Max Vader (@Potereaisith) January 8, 2025

Altri cercano invece di contestualizzare le parole di Marinelli, evidentemente libero di esprimere il proprio pensiero, fintanto che esso non inficia la sua efficacia interpretativa

A me fa piacere che Luca Marinelli dica che gli ha fatto schifo interpretare Mussolini. Non vedo perché avrebbe dovuto piacergli. Non vedo perché non dovrebbe dirlo.

— chiara geloni (@lageloni) January 7, 2025

La serie, di cui abbiamo parlato nella recensione di M. – Il figlio del secolo è in esclusiva su Sky e Now dal 10 gennaio.

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