Il film francese Ad Vitam ha conquistato il pubblico Netflix mescolando momenti di tensione a frangenti inaspettatamente ironici, che l’hanno reso un’esperienza di visione unica. Al centro della storia, troviamo Franck Lazareff, un ex membro del GIGN, la polizia d’élite francese, che si trova coinvolto in una pericolosa cospirazione governativa. La sua vita viene sconvolta quando sua moglie Leo viene rapita, costringendolo a fare i conti con un segreto che ha custodito per anni.
Il passato di Franck e il peso della colpa

Dieci anni prima degli eventi che ci vengono raccontati nel film, Franck era un giovane agente motivato dal desiderio di onorare il padre, morto in servizio. La sua amicizia con Nico, un collega del GIGN, e la vicinanza a Leo, portano Franck a confrontarsi con l’idea di avere una famiglia. Tuttavia, una missione finita in tragedia con la morte di Nico lascia il nostro protagonista devastato e pieno di sensi di colpa: questo evento lo spinge a lasciare il GIGN, incapace di affrontare il peso della responsabilità per la morte dell’amico.
Il segreto nascosto e le prove compromettenti

Dopo il suo congedo, Franck scopre un oscuro segreto legato alla missione fallita: uno dei criminali coinvolti era un ex soldato delle forze speciali, ora operativo per il DGSI, l’intelligence interna francese. Scoprendo che il governo ha cercato di coprire un fallito affare di armi internazionale, Franck si trova in possesso di prove che potrebbero incriminare funzionari di alto rango; queste, nascoste in una cassaforte, rappresentano una minaccia diretta per coloro che vogliono mantenere il silenzio sull’accaduto.
Sacrificio e redenzione

Nel climax del film, Franck e il suo amico Ben elaborano un piano per salvare Leo, “scambiandola” con il badge contenente le informazioni compromettenti. Tuttavia, l’incontro si rivela essere una trappola orchestrata dai rapitori. Con l’aiuto di Ben, che si traveste per mascherare la sua identità, riescono a liberare Leo; durante la fuga, però, Leo viene ferita gravemente. Franck, realizzando che l’unico modo per garantire la sicurezza di sua moglie e del loro bambino non ancora nato è sacrificarsi, decide di distrarre gli inseguitori, permettendo a Ben di portare Leo in salvo.
Franck viene arrestato poco dopo, ma la sua azione eroica non è vana: Leo, determinata a ottenere giustizia, utilizza le prove che Franck le aveva affidato per esporre il coinvolgimento del governo nel traffico di armi. Con il supporto della stampa e l’opinione pubblica dalla loro parte, Leo riesce a ottenere il rilascio di Franck.
Il film si conclude con Franck e Leo che si riuniscono, pronti a costruire una nuova vita insieme con la loro neonata. Sebbene abbiano ottenuto giustizia, l’ombra della vendetta da parte di potenti figure politiche rimane una minaccia costante. Tuttavia la coppia è determinata a proteggere la loro famiglia e a vivere senza più nascondersi.
Il significato del titolo

Il titolo stesso del film, Ad Vitam, ha suscitato curiosità tra gli spettatori, che si sono chiesti fin da subito cosa si nascondesse dietro la scelta di questa espressione latina. Il termine “Ad Vitam” si traduce letteralmente in “per la vita“, ma il suo valore simbolico riecheggia attraverso l’intero film: in particolare, la frase è visibile sul distintivo di Franck, un ricordo lasciato dal padre defunto. Questo oggetto non è solo un simbolo della brillante carriera di Franck nella GIGN, ma diventa anche un punto focale per lo sviluppo della trama. Dopo un incontro fatale, dove il suo partner Nico perde la vita durante una missione rischiosa, il distintivo di Franck, cosparso da tracce di sangue, rivela il legame tra una cospirazione governativa e la morte del suo compagno, il primo passo per arrivare alla verità nascosta dietro i crimini di cui è stato testimone.
Il viaggio di Franck nel corso della pellicola è segnato da un senso di colpa che lo ha perseguitato per anni, alimentato dalla morte di Nico e dalla sua espulsione dalla GIGN. Tuttavia, il film esplora anche il suo desiderio di redenzione, che si intreccia con l’amore per la sua famiglia: quando sua moglie Leo viene rapita, Franck è spinto a fare di tutto per salvare la sua famiglia, mettendo in gioco la propria vita. Il significato del titolo “Ad Vitam” è dunque in continua evoluzione: da semplice iscrizione su un distintivo, diventa un vero e proprio mantra di vita, a rappresentare la forza che Franck trova per proteggere coloro che ama. La determinazione del personaggio di Guillaume Canet a sacrificarsi per il benessere di Leo e del loro bambino riflette il suo impegno “per la vita”, non solo nei confronti della moglie, ma anche per onorare la memoria del suo amico Nico.
Lottare “ad vitam”

Il distintivo, come simbolo di sacrificio e legame familiare, diventa dunque un catalizzatore per l’azione finale del film. Quando Franck scopre il sangue secco sul suo distintivo, decide di iniziare a investigare, scoprendo una cospirazione che collega alti funzionari del governo ai crimini di cui era stato accusato. Questo dettaglio è cruciale, poiché consente a Franck di raccogliere prove determinanti che alla fine diventeranno fondamentali per il suo salvataggio. Nonostante l’opposizione e il tentativo delle autorità di far sembrare Franck il colpevole, Leo, grazie alla sua determinazione, riesce a utilizzare queste prove per dimostrare l’innocenza del marito, ribaltando completamente le sorti della trama.
Alla fine del film, il significato di “Ad Vitam” assume ancora più valore: non è più solo una parola impressa su un distintivo, ma un concetto che guida le scelte di Franck e Leo. Il sacrificio del protagonista, la sua lotta per afferrare la verità, e il coraggio di Leo nel portare alla luce la cospirazione sono esempi potenti di cosa si è disposti a fare “per la vita” e per coloro che amiamo.
