Il regista di The Brutalist, Brady Corbet, ha deciso di intervenire direttamente per difendere l’uso dell’intelligenza artificiale nel suo film, dopo un’ondata di critiche sui social media. La tecnologia è stata utilizzata per perfezionare i dialoghi in ungherese degli attori Adrien Brody e Felicity Jones, oltre che per creare alcune immagini di edifici nel finale (il protagonista del film è un architetto).Corbet e il montatore Dávid Jancsó hanno spiegato nel dettaglio il processo, sottolineando che ogni decisione è stata presa per migliorare la qualità e l’autenticità del film, sempre con rispetto per l’arte e il lavoro umano.
Brady Corbet ha spiegato che Adrien Brody e Felicity Jones, che nel film interpretano i coniugi ungheresi László ed Erzsébet Tóth, hanno lavorato per mesi con la dialect coach Tanera Marshall per perfezionare l’accento della lingua straniera in questione. Tuttavia, spiega il regista, è stato necessario utilizzare la tecnologia di enhancement vocale Respeecher per garantire l’assoluta accuratezza delle pronunce. Ecco le parole di Corbet, riportate da Variety
“Le performance di Adrien e Felicity sono completamente genuine. Non è stato modificato alcun dialogo in inglese. Questo processo manuale è stato eseguito dal nostro team sonoro e da Respeecher in post-produzione, con l’obiettivo di preservare l’autenticità delle interpretazioni in un’altra lingua, e non certo di sostituirle o alterarle”
A svelare questa curiosità di produzione era stato il montatore del film, l’ungherese Dávid Jancsó, in un’intervista riportata il 20 gennaio sempre da Variety, in cui, parlando per la prima volta dell’utilizzo dei software di Respeecher, spiega con maggior dovizia di dettagli le ragioni dietro questa scelta

“[Brody e Jones] hanno fatto un lavoro straordinario, ma volevamo perfezionarlo in modo che nemmeno i madrelingua potessero notare differenze.” Per risolvere le difficoltà con alcune parole, inizialmente abbiamo provato con doppiaggi aggiuntivi (ADR) usando prima loro due e poi successivamente altri doppiatori, ma non andava bene. Alla fine, è stato deciso di utilizzare l’IA per affinare i dettagli più complessi. Brody, Jones hanno registrato le loro voci nel software, che ha poi fuso insieme questi elementi per perfezionare i dialoghi. La maggior parte dei loro dialoghi in ungherese contiene peraltro anche la mia voce, usata come ausilio per l’elaborazione dati. Abbiamo lavorato con molta attenzione per preservare le interpretazioni originali, sostituendo principalmente solo alcune consonanti e vocali qua e là”.
Oltre che per i dialoghi, l’IA è stata utilizzata per creare una serie di disegni architettonici nella scena finale del film, in linea con lo stile del personaggio di Brody, László Tóth. Jancsó ha precisato che queste immagini sono state generate artificialmente per risparmiare tempo e risorse, ma con attenzione al dettaglio.
Nonostante le spiegazioni fornite, la scelta ha attirato critiche. Alcuni utenti sui social media hanno paragonato il caso al rifiuto dell’Academy di accettare la colonna sonora di Hans Zimmer per Dune: Part Two, accusando una mancanza di coerenza nel trattamento delle opere che utilizzano strumenti tecnologici. Altri hanno definito “una vergogna” l’uso dell’IA come mezzo evitare di pagare maestranze, modificando accenti, elemento considerato “fondamentale per la recitazione.”
Corbet ha concluso il suo intervento sottolineando l’importanza dell’impegno umano dietro il film. “The Brutalist è un film sulla complessità umana, e ogni aspetto della sua creazione è stato guidato dall’impegno, dalla creatività e dalla collaborazione umana. Siamo incredibilmente orgogliosi del nostro team e di ciò che ha realizzato.”
Anche Jancsó ha difeso l’uso dell’IA, definendola uno strumento utile e non diverso da altri metodi già adottati in passato. “Dovremmo iniziare ad avere una discussione molto aperta sugli strumenti di lavoro che l’IA può offrirci,” ha detto. “Non abbiamo fatto nulla di inaudito o inedito. Anniamo solo cercato di velocizzare il tutto.”
