Il film Hammamet, diretto da Gianni Amelio, si conclude con la morte dell’ex leader politico, interpretato da Pierfrancesco Favino, in esilio nella sua villa in Tunisia. Gli ultimi istanti del protagonista sono segnati dalla malinconia e dal rimpianto, mentre ripercorre i momenti chiave della sua vita e affronta il peso del passato. Il finale mostra un uomo ormai sopraffatto dalla malattia e dall’isolamento, lasciando un senso di amarezza per il destino di un personaggio controverso ma profondamente umano.
La narrazione si concentra sugli ultimi sei mesi di vita dell’ex leader, mai esplicitamente identificato come Bettino Craxi, ma chiaramente ispirato alla sua figura. L’opera si sofferma sul suo esilio volontario in Tunisia dopo le vicende di Tangentopoli, che lo avevano visto al centro di accuse di corruzione e finanziamento illecito ai partiti. Circondato da pochi fedeli e dalla famiglia, il protagonista riflette sui momenti cruciali della sua carriera politica, cercando al contempo di giustificare le sue azioni agli occhi della figlia Anita, emblema del suo desiderio di riscatto. Il finale segna la resa definitiva: l’uomo che aveva dominato la scena politica italiana si ritrova solo, consapevole dell’ineluttabilità della morte e della fragilità della sua eredità politica.

Hammamet non si limita a raccontare la caduta di un potente, ma esplora anche temi universali come il potere, l’orgoglio e il senso di colpa. La scelta di non nominare esplicitamente Bettino Craxi permette al regista di focalizzarsi sull’umanità del personaggio, più che sulla sua figura storica. Pierfrancesco Favino offre un’interpretazione straordinaria, resa ancor più credibile dal trucco prostetico che lo trasforma fisicamente nel protagonista.
Hammamet, uscito nel 2020, è diretto da Gianni Amelio e scritto insieme a Alberto Taraglio. Accanto a Pierfrancesco Favino nel ruolo principale, troviamo Livia Rossi, Renato Carpentieri e Claudia Gerini. Il film è stato girato tra Hammamet e diverse location italiane, con una grande attenzione alla ricostruzione storica e alla fedeltà emotiva. La colonna sonora è composta da Nicola Piovani.
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