Nel film Here, di Robert Zemeckis, i personaggi di Tom Hanks e Robin Wright appaiono in diverse età della loro vita, anche in versione giovane grazie ad una tecnica di ringiovanimento digitale, sviluppata dalla compagnia Metaphysics AI.
I volti degli attori sono stati sottoposti a scan continui sul set, in tempo reale: il sistema, dopo aver analizzato i milioni di dati a disposizione, ha restituito la versione richiesta, con l’ausilio, ove necessario, del trucco tradizionale. A spiegare bene il processo è il responsabile VFX Kevin Baillie
“Su un monitor vedevamo gli attori alla loro età attuale, mentre sull’altro li vedevamo ventenni. Bob dirigeva una scena con Tom Hanks e gridava, ‘Taglia.’ Quello che il team di Metaphysic ha fatto è stato utilizzare altri strumenti basati sull’intelligenza artificiale per elaborare le immagini con le protesi e creare versioni sintetizzate di quelle immagini, con una pelle più naturale, meno irregolare e che correggesse le aree in cui le protesi si stavano staccando. È stato un supporto che ha sfruttato il lavoro eccezionale del team di prostetica, portandolo a un livello superiore dal punto di vista della qualità della pelle”
Il film, di cui abbiamo parlato nella recensione di Here, è basato sulla graphic novel di Richard McGuire, è una storia emozionante che esplora il concetto di tempo e memoria attraverso un luogo specifico: una singola stanza. La narrazione si sviluppa in modo unico, mostrando diversi momenti della vita umana che si intrecciano nel corso di secoli, tutto nello stesso spazio fisico.
La stanza diventa un punto di osservazione privilegiato per le vite di diverse persone, con eventi che vanno dal passato remoto al futuro. Attraverso flashback e salti temporali, il film rivela la storia personale dei personaggi, le loro gioie, dolori, amori e perdite, creando un mosaico complesso e toccante.
