Alla fine di La vita che verrà – Herself, Sandra riesce finalmente a ottenere la custodia delle sue due figlie e a costruirsi una nuova vita. Dopo aver affrontato numerosi ostacoli, tra cui un marito abusivo e un sistema giudiziario ostile, riesce a trovare un po’ di serenità e indipendenza. Sandra, che aveva iniziato la sua lotta per uscire dalla violenza e trovare un alloggio sicuro, riesce anche a completare la casa che aveva iniziato a costruire da sola. Il film si conclude con un senso di speranza e di riscatto, poiché Sandra trova la forza per ricostruire la sua vita, nonostante le difficoltà.
Il film segue la storia di Sandra, una donna vittima di violenza domestica che, dopo aver deciso di fuggire dal marito violento, si trova a lottare per la sua indipendenza e quella delle sue due figlie. Inizia a vivere in una casa temporanea, ma il suo desiderio di avere un luogo tutto suo la spinge a intraprendere un percorso difficile, che include lavori manuali e l’aiuto di un gruppo di persone disposte ad aiutarla. Durante il suo cammino, Sandra deve affrontare la mancanza di fondi, la solitudine e la paura, ma anche il coraggio di cambiare la propria vita e quella delle sue figlie.

Sostenuta da un gruppo di donne che si rendono disponibili per aiutarla, Sandra non solo impara a costruire la sua casa, ma anche a ricostruire la sua autostima e a prendere il controllo della sua vita. Il suo percorso di emancipazione diventa simbolo di forza e speranza per tutte le donne che vivono situazioni simili. Il film, diretto da Phyllida Lloyd, è un potente dramma sociale che racconta con realismo e intensità le difficoltà e la resilienza di una donna che decide di non arrendersi mai.
