Risvegli finisce con Leonard Lowe che, dopo aver sperimentato un breve ma intenso ritorno alla vita grazie al farmaco L-Dopa, perde progressivamente i miglioramenti ottenuti e ricade nello stato catatonico. Il dottor Malcolm Sayer, impotente di fronte al fallimento della cura, comprende che, sebbene la scienza non possa ancora sconfiggere la malattia, l’esperienza di quei momenti di lucidità ha lasciato un segno profondo, insegnando a lui e agli altri il valore della vita e dell’attimo presente.
La storia segue il dottor Sayer, un neurologo timido e riservato che, negli anni ‘60, inizia a lavorare in un ospedale con pazienti affetti da encefalite letargica, condannati a uno stato vegetativo. Dopo alcune osservazioni, Sayer ipotizza che il farmaco L-Dopa, usato per il Parkinson, possa risvegliare i pazienti. Il primo a essere trattato è Leonard Lowe, che incredibilmente si risveglia dopo anni di immobilità.
Leonard riscopre il mondo, l’emozione di vivere e persino l’amore, ma il suo entusiasmo si scontra con i limiti imposti dalla malattia e dall’ospedale. Con il tempo, il farmaco perde efficacia, causando spasmi e cambiamenti di umore sempre più gravi. Nonostante gli sforzi del dottor Sayer, Leonard è costretto ad affrontare la dura realtà: il suo risveglio è temporaneo.

Alla fine, Leonard e gli altri pazienti trattati con L-Dopa tornano allo stato catatonico, ma la loro esperienza lascia un’impronta indelebile su chi li ha seguiti. Il dottor Sayer capisce che, pur non avendo potuto cambiare il destino dei suoi pazienti, ha imparato l’importanza di vivere ogni momento con pienezza e gratitudine.
Risvegli è un film del 1990 diretto da Penny Marshall, basato sul libro autobiografico del neurologo Oliver Sacks. Interpretato da Robin Williams nel ruolo del dottor Sayer e Robert De Niro in quello di Leonard Lowe, è stato acclamato dalla critica e ha ricevuto tre nomination agli Oscar, tra cui Miglior Film e Miglior Attore per De Niro.
