Finché c’è prosecco c’è speranza finisce con l’ispettore Stucky che scopre la verità dietro gli omicidi e i presunti suicidi che hanno sconvolto la comunità. Si rende conto che il Conte Desiderio Ancillotto non si è suicidato per disperazione, ma ha inscenato la sua morte per lanciare un ultimo atto di ribellione contro la cementificazione selvaggia e la corruzione che minacciavano le sue amate colline del Prosecco. Alla fine, Stucky capisce il messaggio del Conte e decide di non rivelare tutto quello che ha scoperto, lasciando che la sua eredità morale e il suo spirito ribelle continuino a vivere.
La storia segue l’ispettore Stucky, un giovane poliziotto di origini metà veneziane e metà persiane, che si ritrova a indagare su una serie di morti misteriose in un piccolo paese del Veneto. Il primo caso è il presunto suicidio del Conte Ancillotto, un aristocratico appassionato di vino che si è sempre battuto per la tutela del territorio contro la speculazione edilizia. Subito dopo, iniziano a verificarsi altri decessi sospetti, tra cui quelli di alcuni imprenditori locali legati a loschi affari.

Mentre Stucky approfondisce le indagini, entra in contatto con la comunità locale: contadini, produttori di prosecco e persone legate al Conte. Le sue ricerche lo portano a scoprire un conflitto tra chi vuole preservare la bellezza naturale della regione e chi invece mira a sfruttarla per il profitto. La chiave del mistero sembra risiedere nel passato del Conte e nella sua lotta contro i potenti. Nel corso della storia, Stucky si avvicina alla verità e capisce che la giustizia non è sempre bianca o nera. Il finale lascia un senso di malinconia ma anche di speranza: il sacrificio del Conte non è stato vano, e il rispetto per la terra e per il vino che rappresenta la vera anima del Veneto continua a vivere nelle persone che credono nei suoi valori.
Finché c’è prosecco c’è speranza, uscito nel 2017 e diretto da Antonio Padovan, è un film tratto dall’omonimo romanzo di Fulvio Ervas. Mescolando giallo, commedia e un tocco di poesia, la pellicola esplora temi come la tutela dell’ambiente, la corruzione e l’identità culturale del Veneto. Con un’ambientazione suggestiva tra le colline del Prosecco e una narrazione ricca di ironia e mistero, il film si distingue per il suo equilibrio tra leggerezza e profondità, lasciando allo spettatore una riflessione sul valore del territorio e delle tradizioni.
