In occasione della conferenza stampa di Sanremo 2025 che si è tenuta oggi nella tarda mattinata, Carlo Conti, affiancato dai due co-conduttori Gerry Scotti e Antonella Clerici ha risposto alle domande dei giornalisti sul festival che ci aspetta dall’11 al 15 febbraio. Uno degli argomenti chiave che sono stati trattati durante l’incontro è l’impronta della politica su questa edizione, con la destra al governo, e Conti ha assicurato di non aver ricevuto pressioni politiche e che non ci saranno monologhi ma brevi messaggi. Il conduttore, così come Scotti, nel rispondere ad una domanda hanno detto che non hanno alcun problema a definirsi antifascisti.

Nelle risposte di Conti, tuttavia, si ha l’impressione che nel rispondere alle domande più scomode, tendesse a cambiare discorso infilando altri dettagli su questa edizione del Festival. Come scrive Rai News, Conti ha respinto qualsiasi tipo di pressioni politiche sul suo lavoro e ha sottolineato che la politica resterà fuori dalla kermesse. Il conduttore ha anche affrontato la questione dei monologhi, spiegando che ci saranno brevi interventi, o meglio dei messaggi, ma non monologhi.
“L’azienda si è fidata di me e mi ha dato carta bianca (…) voglio dire che una parola forte vale più di una chiacchierata, anche se rispetto i monologhi. Messaggi ne daremo: quello di pace con la canzone Imagine, poi ci sarà Edoardo Bove che racconterà come sta vivendo un momento difficile, e poi Paolo Kessisoglu che, insieme alla figlia, canterà una canzone sul disagio dei giovani che non escono più di casa. La politica starà fuori”.
La canzone di John Lennon, Imagine, sarà interpretata dall’artista israeliana Mira Awad e dalla cantante palestinese Noa per dire no alla guerra. Bove, per chi non lo sapesse, è un calciatore della Fiorentina che a dicembre è stato colpito da un infarto mentre era in campo. Kessisoglu da tempo è impegnato a favore dei ragazzi hikikomori e all’Ariston sarà affiancato da sua figlia Lunitta, di 22 anni.
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Come scrive Repubblica, a Conti e Scotti è stato chiesto se si definiscono antifascisti e loro hanno risposto affermativamente. Conti però si è un po’ contraddetto definendo la domanda “anacronistica” pur ribadendo che non dovremmo mai dimenticare ciò che hanno fatto i nostri familiari in quel periodo. Il conduttore del Festival si è detto più preoccupato dall’affermarsi dell’intelligenza artificiale e dai satelliti, ma non vede pericoli fascisti.
Conti: “Se mi dichiaro antifascista? Certo, che problema c’è! Siamo nel 2025. Questa domanda è un po’ anacronistica. Non dovremmo mai dimenticare quello che hanno fatto i nostri genitori e i nostri nonni perdendo la vita per noi”
Scotti: “Certo che sono antifascista. Io ho avuto mezza famiglia fucilata dai fascisti, potete immaginare cosa penso”
Nella stessa occasione, Conte ha rivelato quali saranno gli orari delle singole serate del Festival.
