Olivia Munn ha raccontato di aver rifiutato un’offerta di milioni di dollari da parte di uno studio per firmare un NDA, ovvero un accordo di non divulgazione perché non rivelasse nulla circa un grave incidente sul set nel quale era rimasta coinvolta. Munn spiega di aver rifiutato perché era il periodo del movimento #MeToo e la sua scelta avrebbe potuto screditarla.

Munn non ha rivelato il nome dello studio che le aveva fatto questa proposta e neanche il titolo del film in questione, ma al podcast Reclaiming di Monica Lewinsky ha raccontato:
“Ho dovuto presentare reclami allo studio (…) ma alla fine mi è stata offerta una grande somma di denaro. Sette cifre per accettare le loro scuse e il loro riconoscimento della questione, ma il tutto era accompagnato da un NDA. Non che ne avrei mai parlato davvero, perché volevo lasciarmi tutto alle spalle. Ma ho detto che non avrei firmato un NDA, e loro hanno risposto che dovevo farlo”
Munn ha spiegato che una delle ragioni principali per le quali non ha firmato l’accordo è che era il periodo del movimento #MeToo
“Mi sembrava sbagliato. E in quel momento specifico, eravamo all’inizio del movimento #MeToo e di Time’s Up. Era il periodo della rivalsa contro Harvey Weinstein che ha dato inizio a tutto. E in quel periodo le persone prendevano di mira chiunque firmasse un NDA dicendo: ‘Ah, lo hai fatto solo per soldi”

L’attrice ha anche spiegato di aver rifiutato l’accordo, perché temeva che lo studio avrebbe rivelato in qualche modo che lei aveva firmato, compromettendo così la sua credibilità. La rabbia per una proposta che lei aveva giudicato irrispettosa l’ha guidata nella scelta di non accettare l’accordo e di uscire dalla stanza in cui era riunita con gli avvocati dello studio.
“Ricordo di essermi sentita così orgogliosa quando me ne sono andata. Non ho pensato di negoziare. Non ho pensato a nient’altro se non a quanto fosse irrispettoso. Le persone nella mia vita pensano che abbia fatto la cosa giusta e sono orgogliose di me per questo? Sì. In ogni caso avrei preso questa decisione, ma l’ho presa sulla base della rabbia, e ho dovuto imparare a controllarla e a usarla a mio vantaggio.”
Come riporta Variety, Munn ha parlato spesso delle ingiustizie e delle molestie subite in ambito professionale. Nel 2017 accusò il regista Brett Ratner di molestie sessuali e l’anno seguente rivelò che il regista del film Predators, Shane Black, avesse assegnato un piccolo ruolo a Steven Wilder Striegel, suo amico e molestatore sessuale registrato dalle autorità. L’attrice si è lasciata alle spalle un periodo complicato, dopo che un anno fa è stata sottoposta a doppia mastectomia a causa di un tumore.
