Cosa succederebbe se, di punto in bianco, il patriarcato fosse abolito per legge? Checco Zalone immagina questo scenario utopico (per alcuni distopico) nella sua nuova canzone, ‘L’ultimo giorno di patriarcato’ pubblicata l’8 marzo 2025, in occasione della Festa delle Donne: il significato, naturalmente, emerge per opposizione a quanto mostrato nel testo: gli atteggiamenti vecchio stampo sono da condannare e rendono chi li pratica alla stregua di personaggetti da commedia all’italiana: d’altro canto, però, la canzone mostra con sagacia come la soluzione di determinati problemi sociali non possa risiedere in una forzosa imposizione dall’alto di valori non condivisi.
Famm’ l’ultimo caffè,
fallo come piace a me,
chi du casa porta a letto
a un maritu per rispetto.
Stira l’ultima cammicia,
che lu core assai me brucia,
già me sento soffocatu:
è l’ultimo giorno…
Du patriarcato!
(Recitativo) O patriarcato è vietato!
Da domani chi fa o’ patriarcato…
Se busca la multa, cazzo!
E va bene amori mio
la lasagna la fazzo io,
ma verrà tutto bruciato
e già lo so, rimpiangerai….
(Coro) Patriarcato!
Mo’ che fazzo ‘e lavatrice…
Già lu saccio che mi dici:
bianco e nero, un po’ bucato,
n’culo a mammata… era meglio o…
(Coro) Patriarcato!
Ma per amore lavo e stiro ad ogni ora,
per amore jetto pure ‘a spazzatura.
io per amore faccio tutto ciò che è…
contro natura.
Tutti i giorni apericena,
ca cummare Filumena,
a fa’ shopping con Cuncetta
e o’cugghione a casa aspetta.
Scegli tu a’ trasmissione,
scegli pure a’ posizione,
ma che altro minchia vuoi?
(Recitativo) Voglio toi boi!
E che cazzo è il toi boi
Copritevi però, che fa freddo!
E va bene amori mio
la lasagna la fazzo io,
com’è bello fare l’omo emancipato,
com’è bello a fa’ u’ cunnutu.
(Coro) Patriarcato!
Tu che fumi la sigaretta,
io ca’ o scopa e la paletta,
la mia donna prende il volo,
io sto a casa a pijarmela….
(Coro) Dint’ u’ culu!
Mò mi resta solo,
il tenero ricordo,
di una gocciolina gialla
sopra il bordo
che asciugavi con nu straccio profumatu…
Du patriarcato!!
Du patriarcato!!!!
All’interno del brano, scritto in un misto di italiano e paradialetto siculo, Zalone interpreta la figura di un marito dimesso e arrendevole, costretto ad adeguarsi controvoglia alle normative e che lamenta la propria pessima attitudine da casalingo, rimpiangendo i bei tempi.
Il brano si articola, contrappuntato da un video narrativo molto efficace girato da Gennaro Nunziante, attraverso scene più o meno ridicole di vita quotidiana, tra lasagne bruciate e performance sessuali bizzarre. La risata non è mai sguaiata, e in chiusura, c’è spazio persino per un pizzico di malinconia, Ecco il testo integrale del brano
Costretto a improvvisarsi ‘uomo di casa’, il protagonista osserva rassegnato la pur adorata moglie (Vanessa Scalera) che lo vessa nelle attività quotidiane, lo comanda a bacchetta, e non si preoccupa minimamente di scegliersi un amante giovane e aitante (la grafia ‘toi boi’ che abbiamo utilizzato riflette il tono umoristico della scena). Alla fine, al protagonista non resta che esprimere tutto il suo dolore in un grido finale pieno d’amarezza
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