Il mondo di Hollywood è ancora scosso dalla notizia della scomparsa di Gene Hackman, leggenda del cinema, e di sua moglie Betsy Arakawa. Morti a pochi giorni di distanza nella loro casa di Santa Fe, New Mexico, i due coniugi hanno lasciato non solo un grande vuoto, ma anche una complessa questione ereditaria che ha sollevato interrogativi e speculazioni.

Con un patrimonio stimato in circa 80 milioni di dollari e documenti testamentari resi pubblici, la domanda che tutti si pongono è: a chi andrà l’eredità di Gene Hackman? Una questione articolata, che cercheremo di spiegarvi nei paragrafi successivi, e che non si risolve in uno slogan diretto del tipo: “I figli rimarranno a mani vuote”
Hackman, scomparso a 95 anni per complicanze cardiache e Alzheimer avanzato, ha lasciato un testamento scritto nel 2005 in cui nominava la moglie Betsy Arakawa come unica beneficiaria del suo intero patrimonio e sua esclusiva rappresentante personale. Questo documento è strettamente legato alla creazione di un trust (una sorta di fondo), istituito il 22 settembre 1995, denominato GeBe Revocable Trust: si tratta di un istituto legale molto usato negli Stati Uniti per la gestione dei patrimoni.
Nel caso specifico, l’impianto legale predisposto da Hackman prevedeva, nel caso della morte della moglie, la nomina dell’avvocato Michael G. Sutin come primo rappresentante successore. Alla morte di Sutin, avvenuta nel 2019, l’incarico è ricaduto su Julia L. Peters, avvocata e consulente capo della Avalon Trust Co., già managing partner dello studio legale dello stesso Sutin. Peters è stata quindi informalmente nominata dal tribunale come rappresentante personale dell’eredità di Gene Hackman e ha presentato documenti in cui vengono citati come eredi i tre figli dell’attore: Christopher (65 anni), Elizabeth (62) e Leslie (58), nati dal primo matrimonio dell’attore con Faye Maltese.

Nonostante la loro menzione formale, però, i tre non compaiono come beneficiari diretti nel testamento. Come scrive People, in passato, Hackman aveva parlato pubblicamente del suo rapporto difficile con i figli, dovuto in gran parte alla sua assenza durante la loro crescita per via degli impegni cinematografici.
Il mistero ruota dunque attorno al GeBe Revocable Trust che, in seguito alla morte di Arakawa, è divenuto veicolo di gestione dei beni di Hackman. Tuttavia, i documenti relativi alla costituzione del fondo non sono pubblici, per cui al momento non si conoscono i nomi dei beneficiari finali. Un esperto legale interpellato da People, testata alla cui chiarezza ed esaustività dobbiamo questa nostra ricostruzione, di nome David Esquibias, ha spiegato così i fatti
“Al momento, non è possibile individuare con certezza chi siano i beneficiari, poiché il Gene Hackman Trust non è stato reso pubblico né risulta incluso nella procedura di successione attualmente in corso. Generalmente – almeno secondo la prassi vigente nello Stato della California – i documenti del trust vengono allegati agli atti della procedura testamentaria, ma ciò non è accaduto in questo caso”

Resta dunque un vuoto di certezze: sebbene i figli siano stati riconosciuti come eredi formali nel procedimento di successione, non è detto che abbiano un diritto diretto ai beni lasciati da Hackman, ma non è nemmeno scontato – come scritto da molti in questi giorni – che non riceveranno nulla. Tutto dipenderà, come detto, dal contenuto del trust, una struttura giuridica che permette di distribuire beni in modo riservato.
Quella dell’eredità ai figli è una questione da sempre molto spinosa: hanno fatto ad esempio molto discutere, nel 2021, le dichiarazioni di Luca Barbareschi che ribadì la volontà di non lasciare nulla ai suoi figli: un’indicazione che sembrerebbe in contrasto, almeno a un livello di lettura superficiale, con la legislazione italiana, che prevede per la prole una porzione obbligatoria di beni in eredità, definita quota di legittimità.
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