Ospite del Pivot Podcast, Anthony Mackie ha offerto consigli ai suoi giovani colleghi, la maggioranza dei quali esauriscono la propria carriera in un numero limitato di anni, non sapendosi reinventare all’occorrenza e finendo così nell’oblio: il protagonista di Captain America – Brave New World argomenta il suo discorso con alcuni esempi concreti, citando nomi di attori afroamericani la cui stella ha brillato per breve tempo, per poi spegnersi: l’attore chiude con un ammonimento: essere attori è cosa diversa da essere una celebrità
“Senti qua. Se non li fai diventare delle super star, li puoi pagare di meno. È così che funziona, capito? E quindi ogni due anni, boom, salta fuori ‘sto ragazzetto bianco, sui 21-25 anni, faccetta pulita… e via che parte la sua corsetta di cinque anni, che poi finisce nel nulla. Poi, manco te ne accorgi, lo vedi in una pubblicità della State Farm… e fine. Dopo fa un filmetto con Anne Hathaway… e ciao. Sparito. E ne tirano fuori un altro, e poi un altro.
Coi neri è la stessa roba. Io sto in giro da 25 anni, e ne ho visti passare a frotte: adesso sono l’unico rimasto. Quando sono arrivato io c’erano Mekhi Phifer, Omar Epps, Mos Def — loro erano i pezzi grossi. Poi è toccato a Derek Luke, Rob Brown… ogni tanto ci buttavano dentro pure un rapper così, a caso. Poi boom — Michael B. Jordan, Jonathan Majors, Damson Idris, eccetera. Ho visto tre generazioni andare e venire come niente. Ed è proprio questo che fa paura. Li vedi che arrivano, fanno il botto… e poi puff, spariscono”.
Secondo Mackie, le ragioni di questo frenetico ricambio, sono da ricercarsi nella scarsa versatilità degli interpreti
E sai perché? Perché non c’hanno fondamenta. Non costruiscono un c***o. È come investire tutto su Walmart, e poi Walmart va male per una settimana? Sei fottuto. Devi saperti muovere su più fronti, Devi saper fare un po’ di tutto.”
In chiusura, un consiglio che sa di monito: per avere successo bisogna puntare su se stessi e non sulla fama
“Io glielo dico sempre ai giovani attori: decidi tu — vuoi essere un attore che lavora o una celebrità? Perché se vuoi fare il VIP, allora vai a Los Angeles, fai il figo, esci con una Kardashian e te la spassi, easy. Ma se vuoi essere un attore che lavora sul serio… quello è un altro campionato. Quando ho fatto Half Nelson con Ryan Gosling, lui è stato nominato all’Oscar. E io? Venivo pagato 65 dollari al giorno, giuro”.

Riguardo Jonathan Majors, nei giorni scorsi l’attore ha detto ai Marvel Studios di essere disponibile per loro, nonostante sia stato licenziato.
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