Lo scorso 18 marzo 2025 Selvaggia Lucarelli ha partecipato alla presentazione del nuovo libro di Serena Mazzini dal titolo Il lato oscuro dei social network presso la libreria Mondadori di Piazza Duomo a Milano, ma durante l’evento ci sono stati dei momenti di tensione tra lei e Massimiliano Zossolo della pagina Welcome to Favelas. Dopo aver tentato di arginare le domande di Zossolo e prima di congedarsi dal pubblico, Lucarelli ha rivolto il dito medio a Zossolo e il video è diventato subito virale. L’avvocato della giornalista ha spiegato al Corriere cosa è successo e quali erano le intenzioni di Zossolo, mentre Zossolo, dal canto suo ha spiegato le sue motivazioni in un’altra intervista.
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In un’intervista al Corriere della Sera, l’avvocata di Lucarelli, Barbara Indovina ha spiegato cosa è accaduto, anche perché era presente.
“Massimiliano Zossolo della pagina Welcome to favelas ha posto all’autrice del libro domande sul caso della ristoratrice Giovanna Pedretti che nulla c’entravano con la presentazione del libro, tra l’altro pur sapendo che c’è stata un’indagine da parte della procura di Lodi che ha archiviato il caso non ravvisando alcun coinvolgimento da parte di alcuno in relazione a quel tragico avvenimento. Zossolo non ha mai perdonato a Lucarelli il fatto che lei, con un suo lavoro di inchiesta, nel 2017 abbia fatto chiudere pagine Facebook d’odio di cui lui era amministratore”
Indovina ha sottolineato che Zossolo non era solo, ma era fiancheggiato da altri content creator, e loro avrebbero deciso poi di divulgare il video in cui Selvaggia reagisce con il dito medio.
“Si sono organizzati per intervenire e poi pubblicare gli stessi contenuti, estrapolando la reazione esagerata. Sono riusciti a rovinare un momento interessante e il lavoro dell’autrice al solo fine di provocare”
Ricordiamo che Giovanna Pedretti era una ristoratrice che finì al centro delle polemiche a causa di una presunta recensione falsa sul suo locale. Dopo dopo l’esplosione della vicenda – di cui parlò il compafgno di Selvaggia, Lorenzo Biagiarelli – la signora si tolse la vita. La stampa rovesciò immediatamente le responsabilità di quel suicidio addosso a Selvaggia e Lorenzo. Un episodio che fu rievocato anche da una sostenitrice della Ferragni che attaccò Selvaggia fuori dall’hotel in cui soggiornava a Sanremo.
A sua volta Zossolo, intervistato da Mowmag, ha spiegato – tra le altre cose – che la sua domanda era pertinente, considerato il tema trattato dal libro.
“Secondo me era appropriata, il suicidio legato a un uso inconsapevole dei social viene esplorato in diverse parti del testo della Mazzini, ma anche fosse stata non pertinente o provocatoria che bisogno c’era di fare quel teatrino? Sarebbe bastato dire che il caso non era attinente al contesto e via, me ne sarei rimasto zitto”.
e poi ha aggiunto:
“Io non credo che la Lucarelli e il suo fidanzato Lorenzo Biagiarelli siano responsabili della morte di Giovanna Pedretti. La colpa deve essere ricercata in un certo tipo di giornalismo che scandaglia i social in cerca del contenutino scandalo da buttare in pasto al grande pubblico. Che bisogno c’era di parlare di una recensione (vera o falsa che fosse) e farne un caso nazionale? Nel meccanismo è finita una persona fragile, ma il meccanismo è molto più complesso e trascende persino i personaggi in questione, ecco forse un libro che analizza i social dovrei scriverlo anche io…”
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