Il film Il ragazzo dai pantaloni rosa finisce con una scena in cui Teresa in lacrime, scrive al computer il libro sulla storia di suo figlio Andrea, suicidatosi pochi giorni dopo il suo 15esimo compleanno, a causa di bullismo subito a scuola. Le voci di Andrea e sua mamma si sovrappongono nel pronunciare la frase
“Le parole sono come vasi di fiori che cadono dai balconi. Se sei fortunato, li schivi. E vai avanti sulla tua strada. Ma se invece sei un po’ lento, diciamo… ti centrano in pieno. E ti uccidono”
La frase si riferisce agli insulti e alle parole denigratorie indirizzate ad Andrea dai suoi bulli – capeggiati da Christian, che inizialmente si era finto suo amico – che lentamente ne distruggono l’autostima, fino a sancirne la morte sociale, prima di quella fisica. (Al link che segue, potete leggere altre frasi del film)

Il suicidio di Andrea Spezzacatena non ci viene mostrato esplicitamente, ma nelle sequenze che precedono il finale si intuisce che il ragazzo (interpretato da Samuele Carrino) ha già maturato l’intenzione di farla finita e trascorre i suoi ultimi giorni di vita accanto agli affetti più cari: suo padre e sua mamma Teresa (Claudia Pandolfi) suo fratello e l’amica Sara, con la quale fa pace. Nella realtà, furono proprio suo padre e suo fratello Daniele a trovare il suo corpo privo di vita, nell’appartamento in cui abitavano. I bulli di Andrea non hanno subito conseguenze per ciò che accadde e il caso fu archiviato.
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Prima dei titoli di coda ci viene spiegato brevemente dopo la morte di Andrea, sua madre Teresa Manes ha deciso di battersi contro il bullismo, scrivendo libri e incontrando i ragazzi nelle scuole. Ad oggi, dopo l’uscita del film, Teresa ha intensificato il suo attivismo, tra social e incontri con i giovani.
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