Teresa Manes, madre di Andrea Spezzacatena – la cui storia è raccontata nel film Il ragazzo dai pantaloni rosa, attualmente su Netflix – ha condiviso un post sulla tragica morte di Davide Alex Garufi, tiktoker di identità non binaria, morto suicida lo scorso 19 marzo a Milano, all’età di 21 anni. Le indagini sul gesto sono tuttora in corso, ma si è parlato di bullismo online o di istigazione al suicidio.
Manes, nel suo post si riferisce ad Alex al maschile a causa di un po’ di confusione nelle notizie che si sono avvicendate nelle ultime ore. Nelle ultime ore si è parlato del fatto che Davide avesse intrapreso un percorso di transizione, scegliendo il nome Alexandra. In realtà Alexandra, come ha spiegato anche Selvaggia Lucarelli su Instagram, era solo uno dei suoi tanti personaggi e non aveva nulla a che vedere con la sua identità di genere. Impulsivamente, Teresa Manes, attenendosi alle prime notizie su Garufi, ha sottolineato che la morte di Davide è la conferma che è necessaria un’educazione all’empatia nei confronti di chi oggi viene considerato diverso a causa del suo orientamento sessuale o la sua identità di genere.
“Il problema non è l’asterisco nella lingua italiana.
Il problema è un ragazzo di 21 anni che sceglie di morire per sfuggire alla crudeltà di analfabeti funzionali, legittimati a parlare da quel senso d’impunita, rinforzato da una subcultura stereotipata che si nutre prevalentemente di paure verso chi viene considerato diverso.
Resta l’urgenza d’investire in educazione all’ empatia e in quella affettiva/sentimentale.
La libertà di pensiero incontra il limite nel rispetto del diritto dell’altro ad essere chi vuole, senza dover vivere per questo nell’ombra.
R.i.p. Alexandra”
Come riporta il Messaggero riguardo il caso Garufi, per il momento si indaga su istigazione al suicidio e incauta custodia di arma da fuoco. Il quotidiano spiega infatti che i carabinieri hanno inviato un’informativa alla Procura di Monza e stanno valutando possibili implicazioni di terze persone riguardo agli insulti apparsi sul profilo social di Davide Garufi. Tuttavia, al momento, non sarebbero emersi dati rilevanti. Garufi, dal 2020, ha pubblicato contenuti ironici, ma anche provocatori. Nella sua newsletter su Substack, Selvaggia Lucarelli spiega:
“Davide Garufi creava contenuti furbi e polarizzanti per creare engagement, ma era anche una persona depressa, che aveva bisogno di aiuto”

Manes è intervenuta, perché a causa di titoli e articoli fuorvianti, sembrava che la vicenda di Garufi avesse dei punti in comune con il suicidio di suo figlio, Andrea Spezzacatena, nel 2012, a causa di episodi di bullismo subiti a scuola. Da allora Teresa Manes ha scritto un libro, Andrea – oltre il pantalone rosa, dal quale è stato tratto il film con Claudia Pandolfi e Samuele Carrino. Il ragazzo dai pantaloni rosa è attualmente in streaming.
