Plinio Fernando oggi ha 77 anni e ha cambiato vita, rispetto a quando recitava nel ruolo di Mariangela, la figlia di Fantozzi, accanto a Paolo Villaggio. Fernando vive ancora a Roma, a Piazza Bologna, nel quartiere Nomentano, dove è molto conosciuto. Ha lasciato il cinema nel 1994 e, pur essendosi dedicato all’arte – come scultore e pittore, principalmente – continua ad essere fermato dai fan di Fantozzi. Del resto, nonostante siano passati molti anni, Fernando è rimasto più o meno uguale. Non dice se ha una compagna o una donna accanto, lui dice di essere “innamorato di tutte le donne” e di essere “un tipo galante, a cui piace corteggiare”. Gli hanno proposto dei reality, che ha rifiutato categoricamente, ma non escluderebbe un ritorno al cinema in un bel ruolo comico.

In una recente intervista a Repubblica, ha spiegato in che modo, quasi trent’anni fa, ha deciso di dare una svolta alla sua vita:
“Ho deciso che volevo continuare a fare l’artista ma in un altro modo. Il mondo della pittura e soprattutto della scultura mi aveva sempre affascinato. Volevo creare qualcosa. Ho lavorato con scultori del calibro di Gozzi, Cussino e Luigi Diotallevi: sono stati loro a spingermi a intraprendere questa strada. Ho fatto tre mostre, due a Roma e una ad Anzio insieme a mia sorella Laura a cui sono molto legato. Lei crea gioielli fatti a mano.”
Nello stesso periodo, in un’altra intervista a La Stampa, spiega che non si dedica più alla scultura da anni, perché è troppo faticoso e ha problemi alla schiena – del resto Plinio convive da sempre con la Sindrome di Marfan, da cui è affetto e implica diversi problemi di salute – ma continua a realizzare opere d’arte, che non vuole vendere perché “sono come figli”. Oggi fa una vita semplice, più tranquilla, rispetto a quella dei tempi di Fantozzi, in cui gli capitò di essere assediato da fan e curiosi che lo avevano riconosciuto in una discoteca di Rimini.“Erano decine di persone. Mi è toccato scappare fino all’albergo dove il direttore ha dovuto chiudere le porte e minacciare di chiamare la polizia.”
“Giro per il quartiere, mi piace cucinare: me la cavo bene con le lasagne al forno e i risotti. Poi adoro giocare a scacchi. E mi tocca fare ginnastica posturale per la schiena.”

Pur essendo rimasto in buoni rapporti con tutti i colleghi e i registi del periodo di Fantozzi, Plinio Fernando ha mantenuto i contatti solo con la sua mamma cinematografica, Milena Vukotic.
“(Con gli altri) si stava sul set sempre in maniera piacevole, poi basta. Sono rimasto in rapporti solo con Milena Vukotic. Ci facciamo lunghe telefonate. Parliamo in francese, a entrambi piace tanto il francese.”

Plinio ha due sorelle, Laura e Luisa Fernando. È nato a Tunisi, da genitori italiani, Piero e Ilde. Il padre in italia ha lavorato come direttore di un’azienda, mentre la mamma era casalinga, ma aveva studiato al Conservatorio. La famiglia ha vissuto a Tunisi fino al 1955 perché il nonno materno di Plinio Fernando era un chirurgo e lavorava nell’ospedale italiano locale. Da ragazzo Fernando si è diplomato in elettromeccanica, ma voleva fare l’attore e si è iscritto all’Accademia di recitazione Stanislavskij al teatro Anfitrione. Recita in due commedie teatrali e poi fa l’esordio al cinema con Fantozzi. L’idea di interpretare una donna però, gli sembrava un po’ strana.
“Nel mondo del teatro iniziavo a farmi conoscere e una persona mi dice che Luciano Salce faceva dei provini nella sede della Rizzoli in via Monte Zebio. Così vado e mi prendono. Ma quando mi dicono che devo fare la figlia di Fantozzi ci rimango di sasso. Pensare di interpretare una donna mi suonava strano, ero un po’ riluttante. Ne ho parlato subito con mio padre: “Vogliono che faccia una donna”. E papà mi ha detto: “Il lavoro è lavoro”. Così mi sono convinto. E poi nella storia del cinema ci sono state grande interpretazioni di uomini che impersonano donne.”
Ricordiamo che negli ultimi film della saga di Fantozzi il ruolo di Mariangela fu affidato all’attrice Maria Cristina Maccà. Paolo Villaggio, nei film di Fantozzi, fu affiancato anche dalla sua controfigura, con la quale strinse un rapporto di amicizia e stima.
