Il film: Un film Minecraft, 2025. Regia: Jared Hess. Cast: Jason Momoa, Jack Black, Danielle Brooks, Jennifer Coolidge, Kate McKinnon, Emma Myers, Sebastian Eugene Hansen. Genere: Avventura, fantasy, commedia. Durata: Circa 100 minuti. Dove l’abbiamo visto: al cinema.
Trama: Una giovane ragazza e il suo improbabile gruppo di eroi devono salvare l’Overworld dopo che il terrificante Ender Dragon è stato liberato e minaccia di distruggere tutto. Basato sul celebre videogioco Minecraft, il film mescola comicità, azione e creatività digitale.
A chi è consigliato? Ai fan del videogioco Minecraft, alle famiglie e a chi cerca un’avventura leggera e ricca di fantasia da vivere sul grande schermo.
Il successo di Super Mario Bros – Il film e dei tre film su Sonic, insieme al buon riscontro di pubblico e critica della serie The Last of Us, tra altri esempi recenti, rafforza un’ipotesi condivisa da molti analisti di Hollywood, soprattutto da quando le sale cinematografiche hanno ripreso la loro attività dopo lo stop imposto dalla pandemia. Secondo questa visione, dato il progressivo esaurimento del genere supereroistico — incapace di riprendersi dopo la conclusione di Avengers e i continui problemi di Warner/DC —, le trasposizioni di videogiochi rappresentano il nuovo motore trainante del botteghino.
Dopo l’uscita dei titoli che abbiamo appena citato, ora l’imprevedibile regista di Napoleon Dynamite e Super Nacho ha adattato per il cinema il celebre videogioco Minecraft trasformandolo in una storia di perdenti redenti dalla fantasia, con protagonisti Jason Momoa, Jack Black, Danielle Brooks, Sebastian Eugene Hansen ed Emma Myers. La verità, però, è che di creativo c’è ben poco in una trama che si affida subito a un espediente narrativo abusato: un portale per entrare in una realtà parallela chiamata “Overworld”, fatta di blocchi cubici e dove si svolge buona parte dell’azione.
Dentro il gioco: coraggio e creatività

Per questa nuova incursione nel cinema destinato al grande pubblico, Hess richiama Jack Black, già visto nel suo Super Nacho, per un film il cui tono ed estetica cercano invano di avvicinarsi a successi recenti come Jumanji – Benvenuti nella giungla (J. Kasdan, 2017) o Dungeons & Dragons – L’onore dei ladri (J. F. Daley, J. M. Goldstein, 2023). Quattro emarginati — Garrett Garrison detto “lo spazzino” (Jason Momoa), Henry (Sebastian Hansen), Natalie (Emma Myers) e Dawn (Danielle Brooks) — si aggirano tra le loro difficoltà quotidiane finché non vengono catapultati, attraverso un misterioso portale, nell’Overworld, un bizzarro paese delle meraviglie fatto di cubi e alimentato dall’immaginazione.
Per tornare indietro dovranno collaborare, affrontando minacce come Piglin e Zombie e imparando a “dominare” questo mondo grazie all’aiuto di Steve (Jack Black), un esperto artigiano con la passione per la miniera e una fedele tavola da crafting che gli consente di costruire di tutto. I cinque dovranno sviluppare coraggio e creatività, scoprendo che sono proprio queste le qualità necessarie per affrontare anche la vita reale.
Jared Hess: il cinema degli eternamente esclusi

Jared Hess sembrava la scelta ideale per dirigere un adattamento live action di un videogioco, soprattutto se si tratta di un titolo come Minecraft, sviluppato da Markus Persson per Mojang Studios, celebre per la modalità open world e la grande libertà concessa ai giocatori. Dal 2011 in poi, Minecraft è diventato una versione alternativa e più appassionante della realtà: un rifugio immaginario contro la quotidianità grigia e ostile. È la stessa libertà contorta che attraversava i primi film di Hess, abitati da emarginati del sistema, adolescenti eternamente esclusi che trovavano salvezza solo nel potere dell’immaginazione.
In pratica, è come se i protagonisti degli eccellenti Napoleon Dynamite (2004) e Gentleman Broncos (2009), giunti alla maturità, si siano qui trasformati in adulti eccentrici e disfunzionali. Tuttavia, Un film Minecraft sembra dirci che la meraviglia infantile dei fumetti o la magia della Playstation funzionano solo entro i confini dell’adolescenza, e perdono forza quando subentrano l’età adulta e le sue responsabilità.
Jumanji 2.0?

C’è anche qualcosa delle trasposizioni videoludiche anni ’90, oggi diventate oggetti di culto vintage, ma qui rilette con uno humour disilluso e un distacco posmoderno ben dosato. Il mondo immaginato da Hess si adatta perfettamente al personaggio di Black, un impiegato scontento che trova un passaggio per un mondo parallelo; ma soprattutto a Jason Momoa, travolgente nella parte di un gamer sfortunato che sembra uscito direttamente dal documentario The King of Kong (2007).
Tutto appare impersonale, troppo digitale e automatico, quasi una copia frettolosa di tante altre pellicole d’avventura — quasi tutte migliori di questa. Il modo in cui i protagonisti accedono al nuovo mondo ricorda molto Jumanji – Benvenuti nella giungla, mentre uno dei momenti clou propone un inseguimento su carrelli in una miniera, che sembra un omaggio a Indiana Jones e il tempio maledetto. Nelle scene ambientate nel mondo reale, invece, si intravedono i resti di una commedia corale su un gruppo di emarginati, che avrebbe potuto funzionare se non si fosse piegata alla solita favoletta edificante su quanto sia bella la vita.
Spiccano in particolare l’insegnante interpretata da Jennifer Coolidge, che dopo The White Lotus ha dato nuova linfa alla sua carriera, e alcuni scambi tra Black e Momoa, un mix di mascolinità tossiche confuse, risolte tra gag slapstick e complicità quasi queer, ma al servizio di un film che semplicemente non è all’altezza del loro talento. In compenso, i personaggi di Danielle Brooks, Sebastian Eugene Hansen ed Emma Myers appaiono abbozzati e con pochissimo spazio per brillare, relegati a bilanciare l’energia esplosiva dei protagonisti.
Un loop quasi estenuante

Pretendere che un’epica dei perdenti come questa non cada, di tanto in tanto, nelle stesse disfunzionalità che celebra, sarebbe troppo. La pellicola perde smalto quando l’eccesso di stimoli visivi si scontra con il senso di meraviglia e con il ritmo comico; o quando l’amarezza dei personaggi viene soffocata da una massa di zombie e creature animate. I toni si accavallano — tra avventura, parodia, buddy movie e intrattenimento familiare — senza sempre fondersi in modo armonioso.
Se una delle caratteristiche essenziali di Minecraft è quella di non avere una vera fine, il film riflette questa natura, risultando intrappolato in un loop tanto piacevole quanto frenetico, quasi estenuante. Forse è proprio questo il piacere che provano i gamer con anima da Peter Pan, protetti da una corazza di pixel, mentre si perdono nelle schermate di gioco per ritrovare avatar che somigliano alla loro versione ideale.
Considerata la popolarità mondiale del videogioco e l’impatto generazionale che ha avuto, non è difficile immaginare che il botteghino possa premiare questa prima incursione nel “mondo a cubetti”, aprendo le porte a un seguito. Insomma, per i fan di Minecraft, tutto dipenderà dallo spirito con cui si siederanno in sala. In fin dei conti, si tratta pur sempre di un mondo aperto con infinite possibilità. Se la versione di Jared Hess non li convincerà, potranno sempre tornare alla propria avventura personale.
La recensione in breve
Un film Minecraft è un’avventura discontinua, che alterna momenti ispirati a passaggi poco originali. Jared Hess prova a combinare comicità surreale, spirito da outsider e mondo videoludico, ma il risultato è un film sbilanciato, che intrattiene senza stupire davvero. Un’occasione in parte mancata, ma con qualche scintilla per chi sa apprezzarne il tono bizzarro o ha una forte connessione con il gioco originale.
Pro
- L’interpretazione di Jason Momoa e Jack Black, ben affiatati e carismatici
- Un tono stralunato e surreale, in linea con la filmografia di Jared Hess
- Alcune gag funzionano, specie per un pubblico giovane o fan del gioco
- Buona integrazione degli elementi visivi e meccaniche di Minecraft
Contro
- Trama prevedibile e poco creativa
- Alcuni personaggi secondari poco sviluppati
- Estetica troppo digitale e impersonale
- Confronti inevitabili con film simili (Jumanji, D&D, Indiana Jones) che ne evidenziano i limiti
- Voto CinemaSerieTv
