Splendida Cornice 2025 si è chiuso con l’interpretazione di Spunta la luna dal monte da parte di Mahmood, intervallata da un monologo di Geppi Cucciari sulla Sardegna. I due hanno poi dato vita all’ultima strofa del brano; mentre Mahmood cantava le parole in sardo, Cucciari traduceva in italiano. Alla fine, un abbraccio.
la pelle d’oca per questa esibizione di Geppi e Mahmood 😭 bellissimo momento #SplendidaCornice pic.twitter.com/wwCxsbTkI5
— Francesca🪽 (@_cielodiperle) April 10, 2025
Il monologo inizia così
“Se vieni da un’isola, come noi, cambiare regione è un viaggio, un volo, oppure un traghetto strapieno che parte alla sera tardi, molto tardi, molto lento”
A seguito Mahmood, con la prima strofa del brano in italiano, seguita da un altro intervento di Cucciari
“Nessun uomo è un’isola, ma a volta l’isola diventiamo noi. Soli, solitari, spesso scortesi, quasi sempre arrabbiati. Numeri nel grande fatturato della rabbia, che conviene sempre a chi la provoca, fa incassare denaro o consensi. E se qualcosa ci va male, il colpevole è l’altro, il nemico che pensi voglia toglierti qualcosa. A un certo punto ti accorgi che tutti sono contro tutti, sempre divisi in due squadre e mentre mettono i penultimi contro gli ultimi, i primi restano primi e gli ultimi restano gli ultimi, senza niente, neanche qualcuno con cui prendersela”
Beni’ intonende unu dillu… #Mahmood a #SplendidaCornice @GeppiC pic.twitter.com/4olaAewKTh
— Splendida Cornice (@SplendiCornice) April 10, 2025
Segue la seconda strofa del brano, portato a Sanremo in duetto nel 1991 dai Tazenda con Pierangelo Bertoli, accompagnata dalla parte finale del monologo, dedicata all’artista sarda Maria Lai, scomparsa nel 2013, e a un’opera da lei realizzata nel 1981, poi entrata nelle tradizioni della regione. Un momento di arte relazionale che prese il titolo di “Legarsi alla montagna” e a cui partecipò tutta la comunità di Ulassai (Nuoro). Protagonista un nastro azzurro lungo 27 km in un’operazione che durò tre giorni
“Obbligò le persone a sentirsi di nuovo legate, una all’altra, senza paura, e gli ultimi si mischiarono ai primi, che restarono primi, ma nessuno dal diritto altrui, perse nulla, si scoprirono prossimi gli uni degli altri.”
