A gennaio l’attore Giovanni Scifoni ha avuto la possibilità di incontrare Papa Francesco per quella che è la sua ultima intervista, trasmessa in questi giorni da Le Iene, nel quale il Pontefice esplora il tema del perdono. Bergoglio racconta un episodio risalente ai primi anni ’80, quando era rettore delle Facoltà di Filosofia e Teologia di San Miguel, in Argentina. Un episodio per il quale non è mai riuscito a perdonarsi. A seguire, il Papa si spinge a parlare anche di perdono nei confronti di assassini e mafiosi. Inoltre, Bergoglio ci tiene a sottolineare che perdonare non significa dimenticare.
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Nell’intervista, che potete guardare per intero sul sito de Le Iene, Scifoni spiega che il 29 gennaio scorso la penitenzieria vaticana, in vista della quaresima, gli ha chiesto di realizzare un video per i social nel quale confrontarsi con persone che hanno commesso delle azioni molto gravi. “Poi sono andato da Papa Francesco e gli ho posto quella stessa domanda fatta per il video: C’è qualcosa che non si perdona?”
BERGOGLIO: C’era una volta una signora che aiutava mia mamma, una signora siciliana, migrante, che aveva perso il marito nella guerra e aiutava mia mamma due o tre volte alla settimana. Poi, quando io ero rettore della facoltà, mi hanno chiamato dalla portineria e mi hanno detto che quella signora era lì per salutarmi. E io ho detto che non c’ero. E questo è stato un dolore enorme. Sono passati gli anni, e quando già ero arcivescovo, il figlio e la figlia (di quella signora) sono venuti a salutarmi, e poi io l’ho fatta venire. È stata una gioia incontrare quella donna.
Ma io mai mi sono perdonato di aver detto no a quella signora, perché ero indaffarato e tante altre cose. Quel ricordo va sempre. Io porto la medaglia che quella signora mi ha dato prima di morire: la porto tutti i giorni con me. E ricordo quello che io mai mi sono perdonato: quando mi sono negato a riceverla. Una delle tante cose.SCIFONI: E invece, c’è qualcosa che ha fatto fatica a perdonare?
BERGOGLIO: Eh sì… qualche disgraziato, lì. Ma dobbiamo distinguere: una cosa è perdonare, un’altra cosa è dimenticare.
SCIFONI: E c’è qualcosa per cui lei chiede perdono?
BERGOGLIO: Alla notte, quando faccio un po’ di preghiera e vedo qualcosa che non è andata bene… chiedo perdono.
SCIFONI: È più bello perdonare o essere perdonati?
BERGOGLIO: Per me… Sono belle tutte e due. Essere perdonati è qualcosa di così bello, bello, bello. E perdonare è un atto di grande di umanità. Nell’essere perdonati mi viene in mente un’opera di teatro sul figlio prodigo che torna. Lui voleva tornare, ma ha inviato un messaggero al papà e disse al papà: “Appena io vedrò casa mia, se tu mi riceverai, metti lì un fazzoletto bianco nella finestra.” E quando il figlio fa il giro e vede la casa… tutte le finestre con mille fazzoletti bianchi. Il perdono di Dio è così: è superlativo, ti fa festa. Quel figlio, quando torna, vede che il papà gli fa festa. L’altro, invidioso, quello amareggiato: “Come mai? A questo gli fai festa?” Il perdono di Dio è sempre festa.
SCIFONI: Mio figlio mi ha fatto una domanda qualche anno fa. Mi ha chiesto: “Papà, Dio è buono e quindi perdona anche il diavolo?” E io gli ho risposto con la domanda che secondo me è più giusta teologicamente: “Chiedi a mamma.”
BERGOGLIO: Il problema è che il diavolo non ha voluto mai essere perdonato.
SCIFONI: Questo è il problema. E se volesse?
BERGOGLIO: Dio è grande. Dio è grande. Ha perdonato Giuda. Dio perdona tutto. Dio perdona sempre. Siamo noi a non voler essere perdonati.
SCIFONI: Ma, Santo Padre, se per ipotesi – che ne so – Totò Riina, Adolf Hitler… cioè, i grandi cattivi della storia, avessero chiesto perdono sinceramente un attimo prima di morire… ce li troveremmo in Paradiso insieme a noi?
BERGOGLIO: Ma loro saranno in terza classe, forse… [ride] Lì cambiano le cose. Tutti si sentono figli di Dio. Dio mai si stanca di perdonare. Siamo noi a stancarci di chiedere perdono.
SCIFONI: Questa è la regola. E la vergogna? Ci sono delle cose di cui mi vergogno…
BERGOGLIO: La vergogna è una cosa molto bella. Vergognarsi dei propri peccati, dei propri fallimenti, è una grande, perdura vergogna.
SCIFONI: Io ho intervistato un sicario della mafia e mi ha detto che ciò che non si perdona è il fatto di aver ammazzato tanta gente. E poi gli ho detto: “Ma ci credi nel perdono?” Mi fa: “Troppo facile. Non mi sta bene. Non voglio un perdono così.”
BERGOGLIO: Questo è vero. Questo è molto bello, perché loro vogliono un percorso di perdono. Io in questi giorni battezzerò una persona che ha ucciso la sua famiglia. Nel carcere ha trovato la fede, e adesso chiede il battesimo. Lo farò in questi giorni.
Papa Francesco è morto il giorno di Pasquetta, e molti personaggi pubblici, da Lino Banfi a Whoopi Goldberg, gli hanno reso omaggio. Naturalmente, oltre agli omaggi, nelle ultime ore, si susseguono i complottismi più fantasiosi sulla sua morte, e qualcuno ha tirato in ballo anche una presunta premonizione dei Simpson.
Al link che segue, non perdetevi il video di qualche tempo fa, nel quale un bambino gli chiese se suo padre ateo era in Paradiso.
