Seconda ospite di Belve 2025, Nathalie Guetta ha parlato dell’impatto che ha avuto il ruolo di Natalina in Don Matteo nella sua vita, ma anche di quando ha lavorato in un circo, con l’ambizione di fare il clown, e dei suoi due matrimoni cubani. Racconta che le sarebbe piaciuto interpretare anche altri ruoli, magari con Carlo Verdone, ma non sono arrivate altre chiamate. Ha raccontato che inizialmente Natalina doveva essere imbruttita e trascurata, ma si è ribellata a queste indicazioni.

“Che belva si sente?”
“Non mi aspettavo questa domanda. Io avrei voluto essere più aggressiva, e quindi non ho mai saputo regolare il volume dell’aggressività, l’ambiente. Quindi, quando mi altero, vado un po’ fuori binario. Però sì, ho scoperto che posso essere una belva. Un piccolo gatto, perché sta sulle sue.”
Guetta, nata a Parigi, ha detto che vorrebbe morire a L’Avana, perché lì si sente al sicuro. Ma prima di morire, spera di tirare fuori la belva che è in lei. Anche se, a dirla tutta, questa belva viene occasionalmente fuori durante l’intervista. La belvata più grande che ha fatto è stata urlare per strada, a perdifiato:
“Una volta, stavo vivendo una situazione che cresceva, cresceva, un conflitto inaudito. Ho urlato per strada e ho visto un tizio che ha fatto un salto di due metri. Si è rimpicciolito e se n’è andato. E io mi sono sentita liberata.”
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Il punto più alto dell’intervista è quando spiega che le sarebbe piaciuto essere più zo**ola nella vita. E, in generale, partendo da questo punto, appare evidente che non sia l’unico rimpianto.
“Io credo che abbiamo, in forma latente, diverse persone dentro di noi. Per esempio, io ho detto — non è una battuta — mi dispiace di non essere stata più zo**ola. La zo**ola che era in me era minuscola, poca. Uno nasce con delle cose che sono spente, meno sviluppate. Non nascere zo**ola, per me, è stato una specie di handicap.”
Ha raccontato che fa faceva fatica a guardarsi nello specchio, tanto che Nadia Rinaldi, sul set di Dio vede e provvede, la obbligò quasi a specchiarsi. “Non mi sono fatta schifo, ma ho continuato a non specchiarmi.”
Ha spiegato di avere diverse manie: “Per esempio, volevo dimagrire e allora mangiavo un biscotto e un quarto”, e sua sorella gemella Catherine la prendeva in giro.
“Mia sorella mi prendeva in giro, diceva: ‘Non è possibile che tu faccia questa tarantella con i biscotti’, e continuo a fare queste cose. Conto le ore che mancano per una cosa che devo fare, conto i mesi che mancano per l’estate, il tempo che manca per andare in pensione.”
A suo dire, è anche ossessionata dalla forma fisica, perché ha cominciato ad amarsi tardi (e questa è una cosa che sottolinea spesso, nell’intervista): “Faccio ginnastica cinque volte alla settimana e anche yoga facciale.”
A proposito dei suoi fratelli — ne ha tre — Guetta spiega che David è quello a cui è andata meglio nella vita.
“Io credo sia andata meglio a David, ma non perché abbia avuto tutto questo successo. David è nato con il cervello più sgombro rispetto al nostro. Non significa che non abbia passato i suoi momenti no. Lui ha un bagaglio meno pesante rispetto al nostro, ma non lo invidio per questo. In famiglia è sempre stato quello che ci rinfrescava un po’.”

Guetta ha raccontato che a 16 anni ha lasciato la scuola e si è fatta assumere in un circo col desiderio di lavorare come clown. “Sono corsa alla scuola e gli ho detto: ‘Voglio essere un clown, mi posso iscrivere?’ Mi hanno detto di sì. E non sono mai diventata una clown. Lavavo i piatti, montavo il circo insieme agli altri e facevo un saltino in pista.” Al circo ci sono rimasta dai 16 ai 21 anni, non era il mio destino. Poi mi sono iscritta a una scuola di teatro.”
“Da attrice, lei, che voto si darebbe come attrice? Da 0 a 10?”
“9,75”
Parlando del suo ruolo in Don Matteo, spiega che quando la chiamano Natalina si avvilisce, perché lei si chiama Nathalie, “che è più sexy”. Spiega di aver cercato di evitare che la perpetua fosse una caricatura:
“Dovevo essere bruttissima in Don Matteo, dovevo avere un porro, dovevo farmi crescere i baffi — cioè, i baffi normali — e non dovevo più farmi le sopracciglia. E allora mi sono ribellata. Dopo questo, comunque, mi hanno vestito in una maniera…”
Come perpetua, lei è stata più devota a Don Matteo o a Don Massimo?
“Sono due mondi diversi. Ogni tanto su Raul Bova un pensiero lo facevo, no? Però tutto il set lo faceva un pensiero. Tutto il set intero si faceva un pensiero su Raúl.”
Negli anni a venire, Guetta si augura di poter recitare in un film o addirittura di fare la soubrette a Sanremo, anche se la figura della soubrette ormai è estinta. Quando Fagnani le propone di fare la perpetua di Carlo Conti, Nathalie si oppone con fermezza: “No! Per favore, pietà!”
la finta caduta la quasi caduta
Sabrina Impacciatore e Nathalie Guetta ci hanno dato TUTTO #Belve pic.twitter.com/saQYRUSJDS
— ¥le ✨ (@yleniaindenial1) April 29, 2025
Non le piace quando sente dire in giro che “non è tanto normale”, ma è felice quando gli spettatori la ringraziano per avergli regalato un sorriso in momenti difficili.
Quando si parla di sentimenti, Nathalie Guetta spiega di essere al punto caramella, un’espressione cubana che ha utilizzato più volte, anche in interviste passate.
“I cubani dicono: ‘Stai al punto caramella’. Il punto caramella serve per tutto. Cioè, se sei completamente ubriaco stai al punto caramella, se sei innamorata di una persona stai al punto caramella. Va con tutto.”
Nel parlare della sua “abominevole vita sentimentale”, Guetta spiega di aver sempre desiderato sposarsi, sin dall’età di 15 anni, ma di aver scelto accuratamente le persone sbagliate. Si è sposata con due cubani e il primo è scappato dopo neanche due giorni di matrimonio, semplicemente perché voleva fuggire da Cuba. Il secondo matrimonio, invece, è durato cinque anni e, alla fine, ha sofferto.
Se potesse, riporterebbe in vita due persone: sua mamma e Martin Luther King:
“A mia mamma direi che non ho trovato le parole per dire quanto l’amavo e quanto l’amo abbastanza, e poi a Martin Luther King chiederei dove ha trovato la forza di ispirare così tante persone.”
