Giulio Beranek è nato nel 1987 a Taranto, città alla quale attribuisce una parte delle sue origini. Il padre dell’attore infatti è di origine ceca, mentre sua madre è di origini spagnole. Entrambi i genitori facevano parte di una famiglia di esercenti dello spettacolo viaggiante molto conosciuta, i Monti Condesnitt, e come si può immaginare, si spostavano frequentemente per lavoro. Lo stesso Giulio ha trascorso molti anni in Grecia.
L’attore, che nella fiction Gerri interpreta un personaggio di origini rom, ha parlato delle sue vere origini in diverse interviste e persino in un documentario, I re del Luna Park. E in una vecchia intervista sul blog di Maurizio Crisanti, ha detto chiaramente che il termine giostrai non gli piace:
“La parola giostrai per me è un’offesa. Noi siamo esercenti dello spettacolo viaggiante o al massimo Dritti. Ricordo le arrabbiature dei miei zii ogni qualvolta sentivano usare questa parola. Quella dei giostrai è diventata una categoria dentro la quale si denomina tutto e tutti, i buoni e cattivi. I media hanno contribuito a confondere le cose operando una sineddoche, scambiando la qualifica professionale con la qualità umana di chi magari dietro le giostre ci nascondeva loschi affari.”

Ha parlato di un’infanzia non sempre facile, spesso condizionata dal pregiudizio nei suoi confronti. Ha raccontato in un’intervista a Rolling Stone che con la sua famiglia girava molto e in un anno arrivava a cambiare cinque scuole e allo stesso modo non ebbe un gruppo di amici stabile.
“Quando a 21 anni sono arrivato a Roma ero completamente anestetizzato dal punto di vista emotivo, perché ero abituato a non legarmi.”
Un ambiente dal quale è letteralmente fuggito, quando suo zio Amilcare Monte Condesnitt, ne ha rovesciato i valori, quelli impartiti dai suoi nonni, e con i quali Giulio è cresciuto. “Tutti i miei valori arrivano da questo mondo. Quando parlo di persone umili parlo di mia nonna e mio nonno, settant’anni di matrimonio alle spalle. O di mia madre e mio padre, 36.”
Discorso diverso per lo zio Amilcare, condannato per traffico di stupefacenti, detenzione di armi da guerra, violazione delle norme per immigrazione e ricettazione. Una figura oscura, che infanga suo padre, il nonno di Giulio, un uomo sempre rispettoso delle regole e manda in frantumi una famiglia.
Beranek scappa a Roma per iniziare il suo percorso artistico nel cinema, dopo essere stato scoperto dagli autori del film Marpiccolo, ma non è facile per lui, agli inizi, abituarsi a vivere in case normali. In un’intervista a ha spiegato:
“Quello che ho provato nei primi periodi, chiuso tra il cemento, non lo auguro a nessuno. Dentro di me è scattato una sorte di cortocircuito. L’aria che mi mancava, mi sentivo spaesato e triste.”
Beranek non è l’unico nome dello spettacolo che viene da questo ambiente. Virginia Raffaele fa parte di una famiglia di giostrai stabili all’eur e ha chiamato uno dei suoi spettacoli Samusa, una parola che appartiene al gergo del settore.
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