Maurizio Crozza torna a colpire con la sua satira pungente, incarnando per la prima volta il personaggio di Papa Leone XIV nella trasmissione Fratelli di Crozza, andata in onda venerdì 9 maggio sul Nove e in streaming su Discovery+. Un’esibizione che non solo diverte, ma stimola la riflessione politica e sociale, mescolando ironia e riferimenti colti in un discorso papale fittizio che suona più reale di molti comizi ufficiali. Nel suo monologo Crozza ha preso di mira Donald Trump e Matteo Salvini, con battute molto affilate.
che mito già Crozza Papa Leone XIV “dopo l’habemus papam tripudio…poi hanno detto Prevost e avete pensato a una pomata…dobbiamo costruire ponti d’amore capito Salvini?
Trump, pensavi di essere l’americano più famoso del mondo?”
genio#Crozza #FratelliDiCrozza #Papa #10maggio pic.twitter.com/zTiyVjZ1Od— Sirio 🏀 (@siriomerenda) May 10, 2025
Che la pace sia con voi, fratelli e sorelle… di Crozza! Con questo saluto solenne e parodico insieme Maurizio Crozza apre le danze del suo nuovo personaggio, Papa Leone XIV. Una figura immaginaria, ma potentemente reale, che prende parola davanti al mondo con un tono a metà tra la benedizione e la stand-up comedy. Fin dall’inizio, Crozza non si nasconde dietro la veste papale:
«Vi aspettavate Parolin? Invece eccomi qua: dite la verità, quando avete sentito il mio nome avete pensato a una pomata!». Un’introduzione che disarma il pubblico con la leggerezza di una battuta, per poi affondare il colpo su politica, religione e società con una serie di stoccate micidiali.

Al centro del suo monologo c’è un invito alla pace. Ma non una pace da concorso di bellezza: «Non sono mica Miss Italia che dice “voglio la pace nel mondo”», precisa Crozza-Leone XIV. La sua è una pace disarmata, in contrasto con un’Europa che invece continua ad aumentare le spese militari. «L’Europa sulla pace è disarmante», ironizza, prendendo ad esempio la Georgia, che spende il 2% del PIL in armamenti: un paradosso che gli fa “cadere i paramenti”. Un’uscita che unisce sarcasmo e critica politica, seguita da un’affermazione che non passa inosservata: «Mi viene voglia di continuare a non pagare l’Imu».
Poi è il turno di Matteo Salvini, bersaglio consueto della satira crozziana. Leone XIV lo richiama all’ordine con parole che mischiano fede e fisica delle costruzioni: «Ponti sì, ma d’amore. Non quelli che vuoi fare tu a campata unica». E continua, trasformando un discorso pastorale in una lezione ingegneristica: «Se chiami X la distanza tra Messina e Reggio Calabria e la moltiplichi per Y, che è il peso delle strutture fratto l’incidenza del vento nello Stretto elevato all’indice di rottura degli stralli… è evidente che quel ponte viene giù!». Poi, la stoccata finale: «Studia! Ma non lo dico come Papa, lo dico come laureato in matematica. Come Papa ti dico che sei un miracolato» Il vero Prevost infatti è laureato proprio in fisica e matematica
In chiusura, Crozza-Leone XIV non risparmia nemmeno Donald Trump, criticato con eleganza linguistica. Dopo aver parlato in italiano, spagnolo e latino, Crozza si rifiuta di usare l’inglese: «Io non parlo la lingua di Trump». E l’affondo finale è degno di una benedizione papale rivisitata in chiave comica: «Donald pensavi di essere l’americano più famoso del mondo, eh? Ciccio belloooo… beccati… sta benedizione!».
A proposito di comici, sapete che Papa Leone era solito imitare Aldo Giovanni e Giacomo?