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Home » TV » TV News » La mamma di Carlo Acutis a Verissimo: “Il primo miracolo il giorno del suo funerale”

La mamma di Carlo Acutis a Verissimo: “Il primo miracolo il giorno del suo funerale”

Antonia Salzano Acutis racconta a Silvia Toffanin una storia di miracoli, premonizioni, sogni e amore per gli ultimi. E ricorda l'uscita di tre nuovi libri.
RedazioneDi Redazione17 Maggio 2025
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Carlo Acutis
Carlo Acutis - fonte: Fondazione Carlo Acutis
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Nella puntata odierna di Verissimo, Silvia Toffanin ha accolto Antonia Salzano Acutis, madre di Carlo Acutis, per parlare della prossima canonizzazione del figlio. Toffanin ha ricordato che inizialmente la proclamazione a santo era prevista per il 27 aprile, ma l’evento è stato posticipato a causa della scomparsa di Papa Francesco. Antonia ha confermato che la data è stata rinviata, ma ha espresso comunque grande emozione, sottolineando che a breve verrà comunicata la nuova data della cerimonia, che avverrà sotto il pontificato del nuovo Papa. Un momento che, come ha evidenziato Toffanin, sarà ancora più emozionante proprio perché sarà il nuovo Pontefice a proclamare santo Carlo Acutis.

 

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Nel corso dell’intervista Antonia ha parlato di come ha affrontato la morte di suo figlio, del suo primo miracolo e di tre nuovi libri su di lui in uscita. E si è parlato anche del fatto che Antonia comunica con suo figlio attraverso i sogni:

“Diciamo che mi ha dato dei segni, ecco. Uno era quello che sarei diventata di nuovo mamma quando io ormai avevo perso tutte le speranze, perché ormai provavo da quattro anni. Mi disse: “Non ti preoccupare, diventerai di nuovo mamma” e poi un mese dopo sono rimasta incinte dei gemelli. E poi mi disse, poco dopo la sua morte, “Mamma, mi faranno beato e poi santo”

Quattro anni dopo la scomparsa di Carlo, Antonia e suo marito Andrea Acutis, hanno avuto due gemelli, Michele e Francesca, nati nel 2010.

Il Beato Carlo Acutis
Il Beato Carlo Acutis

Antonia ha poi ricordato i primi anni di vita di Carlo, durante i quali aveva già dimostrato “una grande generosità verso gli ultimi”

“Carlo a nove anni ha cominciato a organizzarsi una caritas domestica portando sacco a pelo, coperte, cibo. Noi vivendo in centro a Milano avevamo queste realtà… Come diceva Madre Teresa di Calcutta non servono viaggi, Calcutta la troviamo sotto casa e infatti Carlo l’ha trovata sotto casa. E lì è iniziata pure la sua esperienza con gli ultimi con quelli più bisognosi. Era molto attivo nel volontariato”

L’impegno di Carlo avvicina i suoi genitori alla fede. Antonia ci tiene a sottolineare che lei non era praticante, mentre suo marito Andrea un po’ di più.

“Ero molto distante, però Carlo è certamente stato per me un salvatore perché grazie a lui io ho veramente capito l’importanza della Chiesa e dei sacramenti, soprattutto l’eucaristia che lui chiamava “l’autostrada per il cielo”. E ho capito che la presenza viva e reale di Cristo è in mezzo a noi. Prima ero come una protestante: non credevo e pensavo che fossero tutte cose rituali”

Silvia Toffanin ricorda ad Antonia Acutis che suo figlio le diceva di essere “destinato a morire” e le chiede come reagiva, quando diceva questo.

“Da quando era piccolo, Carlo ha sempre detto che sarebbe morto per un’emorragia cerebrale — che poi è stata effettivamente la causa della sua morte. Due mesi prima di morire, fece un video, che avete mostrato, in cui diceva tutto gioioso: ‘Sono destinato a morire.’ Questo video lo abbiamo trovato solo dopo, ma come si vede, lui lo diceva in modo sereno, gioioso. Non aveva paura, sembrava quasi che lo sentisse”

“Poi offrì la sua vita, quando ancora non si sospettava che quella che sembrava una semplice influenza celasse invece una leucemia fulminante. Disse: ‘Offro le mie sofferenze per il Papa, per la Chiesa, per non fare il purgatorio e andare dritto in Paradiso.’ Come poteva immaginarlo, Carlo? Io in questo vedo un’ispirazione divina, qualcosa di speciale, perché certamente lui non poteva sapere che dietro quella banale influenza si nascondeva una leucemia che, in tre giorni, se l’è portato via.”

La madre di Carlo spiega come ha affrontato la morte del figlio – e in particolare i giorni successivi alla sua scomparsa. E racconta che poco prima del ricovero, Carlo le aveva detto che sarebbe morto a breve. Ma le aveva promesso che si sarebbe fatto sentire.

“Sicuramente per una mamma il dolore per la morte di un figlio è il più grande in assoluto. Però, in Cristo, sappiamo che tutto ha un senso — anche il dolore. Ci sono delle croci che, se accettate e vissute con serenità, con la luce della fede, certamente ci aiutano tantissimo a comprendere che anche la sofferenza e la morte hanno un significato. Il problema, però, è sempre la fede: è quella che fa la differenza.”

“Io quei giorni li ho affrontati così… Certamente pensavo che Carlo avesse una missione sulla terra. Magari, chissà, pensava anche di diventare sacerdote — lo aveva confidato a me e alla nonna. Non immaginavo che la sua missione fosse invece dal cielo. Questo per me è stato una sorpresa, ma anche una prova. Una prova di fede. Però, diciamo, avevo già fatto un cammino spirituale da tanti anni, quindi è chiaro che è stato un momento difficile, ma l’ho affrontato con fede.

“Tra l’altro, mentre era ricoverato, poco prima che lo portassimo in ospedale, Carlo mi disse: ‘Mamma, io da qui non esco vivo, ma vedrai, ti darò tanti segni.’ E dentro quell’ospedale io sentivo dentro di me con forza le parole del libro di Giobbe, nell’Antico Testamento: ‘Il Signore ha dato, il Signore ha tolto. Sia benedetto il nome del Signore.’ Quelle parole mi invitavano ad accettare la situazione con fede, perché ciò che decide Dio è qualcosa di supremo. E noi sappiamo che Dio opera tutto per il bene. Anche le cose dolorose, se le accettiamo con fede, si trasfigurano in Cristo.”

Carlo Acutis da bambino, con un cane
Carlo Acutis da bambino, con un cane

Silvia Toffanin chiede ad Antonia se ha mai provato rabbia, nei confronti di Gesù, per la morte di Carlo e lei risponde con serenità che ha trovato conforto nella sua devozione nei pastorelli di Fatima, in particolare Giacinta. Con quest’ultima infatti, Antonia ebbe un confronto, durante un sogno.

“No, perché come le dicevo, avevo già intrapreso un percorso di fede da tanti anni. E il Signore, lungo questo cammino, mi ha dato tanti segni. Uno dei segni più forti riguarda la mia devozione ai pastorelli di Fatima. Una volta sognai Giacinta, la piccola veggente che morì tra atroci sofferenze. La Madonna le aveva chiesto se volesse rimanere ancora un po’ sulla terra per offrire le sue sofferenze per la salvezza dei peccatori”

“In sogno, questa santina — che pregavo sempre — mi disse: “Ma che vuoi da me? Tanto Carlo diventerà come me, però lui ha sofferto molto meno di me.” E in effetti è vero: Carlo se n’è andato in sei giorni, mentre Giacinta è rimasta agonizzante per tre mesi, da sola, senza nemmeno il conforto della mamma. In quel sogno io ho trovato una consolazione, come se mi stesse dicendo: “Perché ti lamenti tanto? Il Signore ha dei progetti per tuo figlio”

“E poi quei progetti si sono visti subito: il giorno stesso del funerale c’è stato il primo miracolo. Una donna malata di cancro al seno, pronta a iniziare la chemioterapia, lo ha pregato — e il tumore è sparito, senza bisogno di cure. Da lì è stato un susseguirsi di miracoli: guarigioni, conversioni… quasi ogni giorno riceviamo notizie da tutto il mondo.”

“Certo, ogni tanto uno si chiede: “Perché proprio a me?” Ma se c’è la luce della fede, queste cose si accettano e si comprendono, perché tutto ha un senso. D’altra parte, se non guardiamo Cristo crocifisso, non possiamo davvero comprendere il significato della sofferenza.”

Toffanin ha ricordato l’uscita di ben tre nuovi libri su Carlo Acutis – Non io, ma Dio e Santa Messa, Santo Me, che potete acquistare anche online – e poi un altro volume in arrivo a giugno: “un vero e proprio percorso spirituale sulle orme di Carlo Acutis”

“Sì, questi appunti che abbiamo raccolto per il libro sono materiali che Carlo aveva nel computer, su cui stava lavorando. Aveva tanti progetti, tra cui creare dei siti di catechesi per aiutare le persone a riavvicinarsi a Dio, oltre alle mostre che aveva già realizzato.

“Noi abbiamo sistemato tutto questo materiale, in cui ritroviamo molti dei suoi pensieri, il suo modo di esprimersi. Abbiamo voluto trasformarli in libri proprio per aiutare gli altri a intraprendere lo stesso percorso, per far capire che cosa ha aiutato Carlo, come ragionava, come vedeva la vita e la fede.”

“Secondo me saranno molto utili, soprattutto per tutti quei devoti che oggi seguono Carlo, che lo amano e vogliono imitarlo”

“Cosa le direbbe Carlo se oggi fosse qui?”

“Penso che mi direbbe: ‘Mi raccomando, fatti santa! Perché altrimenti dovrò venirti a trovare in purgatorio…
Io credo che la vita sia un dono, e va vissuta e valorizzata al massimo in vista dell’eternità. Questo è ciò che penso davvero: non bisogna sprecare il tempo che Dio ci ha dato, ma viverlo pienamente, soprattutto amando gli altri. Perché, secondo me, la cosa più bella che possiamo fare è rendere felici gli altri”

Ai link che segue potete leggere tutta la storia di Carlo Acutis, e scoprire per quale miracolo sarà fatto santo.
Qui invece, vi sveliamo i film preferiti di Papa Francesco e dove guardarli.

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