Ospite della terza puntata di Belve 2025, la food blogger Benedetta Rossi si è raccontata a Francesca Fagnani. 52 anni, nata a Porto San Giorgio, nelle Marche, Rossi oggi vive ad Altidona e solo su Instagram più di 5 milioni di follower. La sua pagina, Fatto in casa da Benedetta, è diventata popolarissima, un simbolo di chi si affida al web per cercare le “ricette furbe”, come le chiama lei, ma si è attirata anche molte critiche. “Molti vorrebbero essere al posto mio”
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Fagnani cerca di “spremere” da Benedetta più elementi trasgressivi possibili, ma è inutile. Anche in tv si conferma una persona semplice, che guarda poco la televisione – “solo quando c’è Belve” – sottolinea con furbizia — non ne capisce nulla di gossip e ribadisce che viene dalla campagna. Si definisce empatica, un po’ permalosa ma anche irascibile come Regan MacNeil, la ragazzina indemoniata de L’Esorcista.
“Quando mi incazzo mi si iniettano gli occhi di sangue, cioè, inizio proprio a vomitare. Hai presente L’Esorcista, la bambina? Divento così. Per fortuna capita di rado.”
Non ha vizi, non si sente sexy, non ha trasgressioni se non la pennica al pomeriggio, e la “belvata più grande” che ha fatto è stata mettersi i tacchi per l’ospitata a Belve. Alcool? Niente, solo la birretta con la pizza e un’ubriacatura “per sbaglio” col pan di Spagna troppo imbevuto di liquore. Ha avuto un matrimonio in stile Titanic, ma non per lo sfarzo — come vi spiegheremo più avanti — bensì perché la nave sulla quale viaggiava veniva collaudata durante il viaggio. I soldi non l’hanno cambiata, spiega, ma le hanno garantito serenità, questo sì.
Alla classica domanda d’apertura: Che belva si sente? Rossi spiega di sentirsi un allocco.
“Sono un allocco, per tanti motivi. Si dice ‘sei fesso come un allocco’, però in realtà l’allocco non è fesso, anzi. Poi è un animale che ascolta tantissimo, ha un udito straordinario e io sono una persona che sta ad ascoltare e ama ascoltare.”
Una ragazza di campagna, con la ricetta segreta per il successo

Fagnani le ha chiesto: “Pochi giorni prima che tu venissi premiata come top video creator con 160 milioni di visualizzazioni, hai detto: ‘Qui in campagna prendiamo la rete dal parroco. Se il parroco ci stacca la connessione, siamo nei guai.’ Ma davvero ti colleghi alla rete del parroco?”
“Non è che mi collego direttamente alla sua rete… È che vivo in una casa dove non arriva la fibra, e anche il segnale mobile è molto debole. Così, la connessione internet che uso arriva da un’antenna installata sul campanile del paese vicino. Come dico sempre: se una mattina il parroco decide di staccare la corrente… ciaone.”
Rossi ha confermato a Fagnani che se deve girare un video o ha un appuntamento online con i suoi follower e non ha fatto in tempo a coprire la ricrescita dei capelli, lei va in video lo stesso.
“Si vede spesso, sia nelle stories che nelle mie dirette. C’è mia zia, che mi ha sempre fatto i capelli fin da quando sono nata. Quindi, quando nelle storie si nota un po’ di ricrescita, mi viene da dire: ‘Oddio, zia, che figura mi fai fare!'”
Se vi state chiedendo perché non ha mai cambiato look, è presto detto: Benedetta non ha mai pensato di affidarsi ad altre persone perché non vuole dare un dispiacere a sua zia.
Riguardo al segreto del suo successo, Fagnani le ricorda che Guia Soncini scrisse che Benedetta Rossi era diventata “famosa grazie alla pasta al tonno”, e che oggi chiunque può arricchirsi insegnando come sbucciare una pesca, come a dire: viviamo in un’epoca che ha bisogno di tutorial anche per l’ovvio. Benedetta la prende con ironia — cita i suoi presunti “capelli rossi da menopausa e il divano in finta pelle” — ma non si riconosce in quella caricatura.
“Penso che il motivo per cui mi seguono in così tanti è che ho creato un rapporto con queste persone. E spesso la cucina è solo una scusa. Perché la cucina è un mondo che appartiene un po’ a tutti, ci unisce, ci rassicura. E non penso che dipenda tanto da quello che si cucina o da come lo si spiega.”
Poi, più specificamente, spiega che piace perché è vera e senza filtri.
“Quello che vedono corrisponde alla realtà, perché io comunico sui social e spesso quelli che utilizzano i social lo fanno in una maniera un po’ innaturale, mettono dei filtri, cercano di apparire agli altri come non sono, indossano una maschera.”
Gli inizi: le video ricette come terapia in un periodo difficile

Ha raccontato che quando ha iniziato la sua avventura sul web, nel 2011, non si aspettava tutto questo successo e spiega che ha iniziato perché stava attraversando un periodo difficile.
“Stavo attraversando un periodo complicato e avevo bisogno di qualcosa che mi impegnasse. Poi i commenti delle persone che scrivevano per ringraziarmi perché magari una ricetta era stata utile, mi facevano stare meglio. E lì, piano piano, è stata proprio una sorta di terapia.”
“Avevo perso completamente la fiducia in me stessa. Pensavo di non essere capace in tante cose. Quindi da questa prima esperienza che poi è stata curativa, ho capito che il fare spesso è proprio il motore terapeutico.”
A un certo punto, Fagnani le chiede se le sia mai capitato di assaggiare qualcosa in video, fare il classico gesto del pollice in su e dire “buono”, anche se in realtà non lo era. Benedetta ammette: “Sì, mi è successo. Stavamo registrando una puntata in TV, avevamo preparato una ricetta… e quando l’ho assaggiata, devo dire che non era proprio accettabile.” Qual era il piatto incriminato, chiede Fagnani, facendo appello alla sua dichiarata sincerità: “Era una roba messicana” chiosa Benedetta.
L’accento della discordia

Dal successo il discorso si sposta sull’accento marchigiano. Fagnani ricorda che Guia Soncini ha paragonato Benedetta Rossi a Don Buro di Vacanze in America, lei replica senza esitazioni:
“Siamo anche noi marchigiani che ci vergognamo un po’ del nostro accento.” Le prime critiche, racconta, sono arrivate proprio dai corregionali: “Quando sono andata in televisione mi dicevano: ma questa parla così? Ma perché parla così?” C’è chi l’accusa di calcare la mano, di usare il dialetto per costruirsi un personaggio, un confine sottile tra autenticità e narrazione. Ma lei lo chiarisce subito, con la semplicità di sempre: “Purtroppo per loro, sono proprio così. Farei fatica a costruirmi un personaggio addosso.”
Il rapporto con i fan

Se il successo è arrivato in modo inaspettato, la popolarità non l’ha mai cercata, spiega Rossi. E con la popolarità sono arrivati anche i fan, quelli più “calorosi” e quelli più rispettosi.
“Una volta una signora, appena mi ha vista, mi ha letteralmente lanciato il figlio in braccio” racconta Benedetta. “Era pure un bel bambino, ma io, per non far vedere che mi stavo spaventando, l’ho preso al volo… e ho sentito un crack dietro la schiena.” Voleva solo che lo abbracciasse, dice, “perché per lei era la cosa più preziosa, e ha pensato di metterla nelle mie mani” Un gesto che l’ha colpita, ma anche messa alla prova.
Altre volte, i fan lasciano il segno con gesti meno eclatanti. Come quella volta, a una presentazione, in cui una donna le ha consegnato una lettera. Benedetta l’ha letta più tardi, in treno, e si è messa a piangere. “Mi ha toccato corde profonde. Mi ha fatto rendere conto, ancora di più, di quanto possa essere importante per qualcuno, anche senza accorgermene. Io penso di condividere solo ricette e vita quotidiana, e invece vado molto più in profondità.” Una commozione intima, “non per tristezza, ma proprio per emozione.” Poi, con la stessa sincerità, ammette cosa le piace meno del successo: “Le interviste.”
La decisione di vendere la metà della sua società a Mondadori, per una cifra milionaria

Nel 2024 Benedetta Rossi ha venduto il 51% della società che gestisce i suoi diritti d’immagine al gruppo Mondadori, per una cifra vicina ai sette milioni di euro. Lei e il marito Marco sono rimasti comunque alla guida dell’azienda come amministratori. Una scelta ponderata, racconta: “Ci siamo resi conto di aver creato una realtà più grande di noi, e abbiamo dovuto ammettere che non avevamo più le competenze per gestirla da soli.” Più che una rinuncia, è sembrata una presa di coscienza. E i soldi? “Li considero uno strumento, tutto qua. Non mi hanno mai allettato.” E lo dimostra, dice, anche nel quotidiano: “Mi vesto come mi vestivo prima. La mia vita non è cambiata, sono solo più tranquilla.”
Le reazioni alle critiche

Con le critiche, Benedetta Rossi ha imparato a convivere. “Me le lascio scivolare addosso” dice lei. “Non mi faccio ferire dalle critiche. Sono le delusioni dalle persone, quelle sì, le subisco.” Ma c’è stata una volta in cui la sua calma proverbiale ha ceduto il passo alla rabbia. È accaduto dopo un articolo firmato da Chiara Cajelli in cui l’autrice, pur dichiarando di non avere nulla contro Benedetta né contro la sua immagine “da casalinga, sempliciotta e imbranata”, criticava alcune sue proposte culinarie, sostenendo che facesse disinformazione alimentare. Ma Benedetta, più che per sé, si è indignata per chi la segue:
“A me hanno detto di tutto, figurati… Ma lì attaccavano la mia community. Le persone che mi seguono fanno delle scelte, spesso oculate. E quei 20 centesimi risparmiati, giorno dopo giorno, possono fare la differenza. Non ero solo arrabbiata, ero disgustata. Stavolta non me l’ero tenuta.”
Il matrimonio low cost alle Hawaii

Benedetta racconta del suo matrimonio con Marco Gentili. Avrebbero voluto sposarsi alle Hawaii, ma per raggiungerle scelsero un’opzione decisamente insolita: una nave da crociera in super offerta. “Marco aveva trovato questa nave costruita in Italia che dovevano portare in America. Era una sorta di viaggio di prova, tipo Titanic, con poco equipaggio e un sacco di tecnici a bordo,” ricorda. “L’abbiamo pagata meno di mille euro. Che fai, non ne approfitti?” Dopo i dodici giorni di traversata, si sposarono alle Hawaii a piedi nudi, sulla sabbia. Lei indossava un vestito bordeaux pagato 49 euro.
Quanto all’amore, Marco non è stato il primo, ma di sicuro l’ultimo. “Prima sono stata un po’ perculata, ho sofferto per amore anch’io. Il primo ragazzo l’ho avuto a diciott’anni, poi un altro a ventuno. Poi sono stata un paio d’anni da sola, e dopo è arrivato Marco.” Una storia solida, la loro, fondata sul rispetto reciproco.
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