Ielma Adinolfi, nata il 1 novembre 1974, era la sorella minore del giornalista Mario Adinolfi, morta suicida nella notte tra il 5 e il 6 ottobre 1997 a causa della depressione. Ielma avrebbe compiuto 23 anni di lì a pochi giorni e come ha sottolineato suo fratello, sul web oggi viene ricordata come autrice e regista di un documentario dal titolo Non al denaro, né all’amore, né al cielo, dedicato a Pasolini, che ad oggi resta la sua prima e unica opera. Nelle parole di suo fratello, Ielma era una “donna unica, senza difetti: bella, di una cultura colossale, poliglotta, creativa, mite, determinata, sensibile”. La sua morte, ha detto Mario, è stato l’evento che lo ha spinto a prendere peso, con conseguenze che oggi sono sotto gli occhi di tutti.
Mario ha raccontato più volte la storia di Ielma, nei suoi post sui social e in un libro dal titolo Email – lettera dalla generazione invisibile. Di seguito proviaro a ricostruire la sua storia e a spiegare perché e come si tolse la vita.
Ielma aveva il nome di sua nonna paterna, napoletana. Suo padre era Ugo Adinolfi, un dirigente ministeriale con un passato da attore di cinema e di Louise un’australiana. La notte in cui Ielma morì, era con sua madre, che si assopì e non riuscì a svegliarsi in tempo per fermarla, quando la ragazza si buttò dalla finestra della cucina. In un toccante post su Facebook, Mario ha raccontato
“Louise aveva 50 anni, la notte tra il 5 e il 6 ottobre era nel letto con Ielma che non dormiva più, non dormiva mai. Mia madre si assopì un attimo, mia sorella ne approfittò per svincolarsi dall’abbraccio e riuscì a prendere qualche metro di vantaggio sul suo immediato risveglio. Quanto è bastato per aprire la finestra della cucina, sollevare la tapparella e lanciarsi nel vuoto inseguita dall’urlo di mia madre che riuscì solo a sfiorarle il lembo della camicia da notte senza riuscire a trattenerla”

Adinolfi ha poi descritto i momenti immediatamente successivi alla morte di Ielma con parole strazianti, che sono un pugno allo stomaco:
“Non l’ho mai vista così bella come sul selciato, finalmente in pace, con il sangue a formarle attorno alla testa una sorta di aureola. Non ho mai pianto e urlato e sofferto quanto nelle ore trascorse a cercare da solo a colpi di spazzolone di far sparire le tracce vermiglie ostinate (…) dall’asfalto”
La morte di Ielma, ha raccontato Mario, ebbe “le conseguenze di una bomba atomica” nella sua vita e in quella della sua famiglia. Durante la sua partecipazione all’Isola dei Famosi 2025, Mario ha spiegato che la morte della ragazza fu l’evento che lo portò a prendere peso, fino a raggiungere gli attuali 200 kg. Ma allo stesso modo ebbe un impatto pesante anche sul primo matrimonio di Mario e sulla salute di suo padre, morto nel 2016, dopo una lunga serie di problemi di salute.

Mario ha ricordato che Ielma si dedicava agli altri, facendo volontariato, senza lamentarsene o farne un vanto. Era sempre disponibile per tutti, a dare un consiglio e a prestare ascolto.
“Quando Ielma andava ad aiutare una mamma malata di cancro a gestire la figlia disabile, io ero un ragazzone egoista che si chiedeva come potesse anche solo avvicinarsi e per scelta a una sofferenza così immensa che a me pareva addirittura indicibile.”
Infine, tornando al documentario realizzato da Ielma due anni prima della sua morte, in esso Adinolfi individua il progetto di farla finita. Il film, spiega Mario Adinolfi “Si apre con la scena di Accattone in cui l’aspirante suicida si lancia finalmente nel Tevere incitato dalla cinica folla romana e lo fa sussurrando: “Dàmo soddisfazione ar popolo”. “Ad un certo punto” – prosegue Adinolfi – Ielma giudicò il mondo come “assurdo, senza logica, impazzito”. E così, “Radicale come è sempre stata, decise di trarne le conseguenze e come Accattone si lanciò giù da una finestra”
