Samuel L. Jackson ha condiviso un drammatico episodio vissuto nel dicembre del 1988, quando rischiò di perdere la vita nella metro di New York. Durante un’apparizione nel podcast Mad Sad Bad di Paloma Faith, l’ettore ha rievocato con lucidità il momento in cui rimase intrappolato con il piede nella porta di un vagone, venendo trascinato lungo la banchina della linea A. L’incidente, accaduto pochi giorni prima di Natale, lo lasciò con gravi lesioni e lo costrinse a mesi di riabilitazione. Una vicenda incredibile che lo ha segnato per sempre, ma che è rimasta fino a oggi poco conosciuta dal grande pubblico.
Nel corso del podcast Mad Sad Bad, Jackson ha raccontato che si trovava sulla banchina, di fronte alla porta centrale dell’ultima carrozza del treno. Una donna aveva fatto cadere qualcosa e lui si era chinato per aiutarla. Proprio in quell’istante, la porta si chiuse bruscamente sulla sua caviglia e il treno partì, trascinando l’attore sulla banchina.
“Rimasi incastrato, e mentre il treno prendeva velocità, pensai: ‘Oh, ca**o, sto per morire”
Come scrive il New York Post, Jackson ha spiegato che cercò qualcosa a cui aggrapparsi per appoggiarsi al treno in movimento, per evitare di restare ucciso nella galleria. L’incidente sarebbe potuto finire in tragedia, ma fortunatamente il treno rallentò gradualmente fino a fermarsi. Jackson ricorda che tutti all’interno del vagone cercarono disperatamente di aiutarlo e alla fine, qualcuno riuscì ad attivare il freno e a fermare il treno, salvandogli la vita.
Solo due anni dopo, durante il processo contro l’azienda dei trasporti, Jackson scoprì che a salvarlo era stato un uomo che si muoveva su stampelle, ma nonostante le sue condizioni, era riuscito a raggiungere il freno.

Sebbene scampato alla morte, l’attore riportò gravi lesioni: la rottura del legamento crociato anteriore e del menisco, che lo costrinsero a camminare con le stampelle per quasi un anno e a sottoporsi a oltre dodici mesi di fisioterapia. La causa intentata contro la New York Transit Authority si concluse con una vittoria per Jackson, che ricevette un risarcimento di 540.000 dollari.
Il ricordo è ancora vivido per Jackson, che ha spiegato:
“Quando stai per morire, tutto rallenta. È successo anche in incidenti d’auto che ho vissuto. Ti rendi conto che non puoi fare niente per evitarlo”.
Nonostante l’esperienza estrema, alla domanda se questo episodio lo abbia reso più riflessivo o esistenziale, ha risposto:
“Fan**lo no, sono nero. Sono cresciuto nella segregazione, quindi di stro**ate esistenziali ne ho affrontate tutta la vita”.
L’incidente avvenne poco dopo la fine delle riprese del film Fa’ la cosa giusta di Spike Lee, uscito nel 1989, e prima della sua consacrazione internazionale con Pulp Fiction, che lo rese una leggenda del cinema sette anni dopo. A proposito del film di Lee, il regista ne ha parlato a Cannes, raccontando che fu accolto da polemiche razziste.
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