Alla fine del film Suspence, la governante Miss Giddens, sempre più convinta che i bambini che accudisce siano posseduti dagli spiriti dei due ex domestici defunti, affronta il giovane Miles nel giardino della villa. Dopo averlo forzato a confessare, Miles crolla, invocando il nome di Peter Quint (lo spirito maschile). A quel punto il bambino muore tra le braccia di Miss Giddens. Il film si chiude con un’inquadratura ambigua sul volto della donna, lasciando irrisolta la questione: Miles è morto a causa di un esorcismo spirituale o per lo stress inflittogli da una donna ormai preda della follia?
La storia segue Miss Giddens (Deborah Kerr), una governante incaricata di occuparsi di due bambini orfani, Flora e Miles, in una villa isolata nella campagna inglese. Fin dall’inizio, la donna avverte un’oscura presenza nella casa e comincia a sospettare che i piccoli siano in contatto con i fantasmi dei due ex dipendenti, Peter Quint e Miss Jessel, morti in circostanze misteriose.

Convinta che gli spiriti stiano cercando di corrompere i bambini, Miss Giddens si convince di doverli “salvare”. Mentre Flora viene allontanata con l’aiuto della governante, Miss Giddens resta sola con Miles, cercando di liberarlo dall’influenza maligna. Ma ciò che segue è un crescendo claustrofobico e tragico, dove la linea tra realtà e allucinazione si fa sempre più sottile.
Suspense è considerato uno dei capolavori dell’horror psicologico, grazie anche alla fotografia di Freddie Francis e alla sceneggiatura firmata da Truman Capote. Il film si distingue per l’atmosfera inquietante e per l’ambiguità costante: non si sa mai se ciò che vediamo è frutto di eventi soprannaturali o della mente instabile della protagonista. La performance intensa di Deborah Kerr contribuisce a rendere questa pellicola un classico ancora oggi studiato e discusso.
