Il film: Heart Eyes, 2025. Diretto da: Josh Ruben. Cast: Olivia Holt, Mason Gooding, Gigi Zumbado, Michaela Watkins, Devon Sawa, Jordana Brewster, Yoson An. Genere: Rom-com horror. Durata: 97 minuti. Dove l’abbiamo visto: In sala, all’estero.
Trama: In cerca di ispirazione lavorativa nel giorno più romantico dell’anno, la pubblicitaria Ally e il collega Jay vengono scambiati per una coppia dal serial killer mascherato “Heart Eyes”, che assalta coppiette a San Valentino. Costretti a unirsi per sopravvivere, Ally e Jay scoprono che l’assassino è più vicino di quanto immaginassero — e che l’amore può essere l’arma definitiva.
A chi è consigliato? A chi cerca l’incontro tra romanticismo da commedia e gore da slasher.
Cosa c’è di peggio che passare San Valentino da soli? Forse essere inseguiti da un serial killer con una maschera a forma di cuore. È questa la premessa — tanto assurda quanto accattivante — di Heart Eyes, la nuova commedia horror diretta da Josh Ruben, già autore di Scare Me e Werewolves Within. Una pellicola che gioca con le convenzioni del genere slasher e quelle della rom-com, impastando sangue e sentimentalismi in un mix a tratti geniale, a tratti un po’ sgangherato.
La protagonista è Ally (Olivia Holt), giovane creativa del settore marketing che, dopo una rottura sentimentale, si ritrova a dover salvare la campagna pubblicitaria di San Valentino della sua agenzia. A complicare le cose, l’arrivo di Jay (Mason Gooding), un consulente di successo chiamato a rimettere in carreggiata il progetto. Tra imbarazzi, imprevisti e battibecchi, i due iniziano a conoscersi, mentre un misterioso killer — l’Heart Eyes Killer — comincia a mietere vittime tra le coppie della città. E anche se Ally e Jay insistono a ripetere di non essere una coppia, l’assassino non sembra convinto.
Tra cliché romantici e uccisioni fantasiose

Heart Eyes è un film costruito su un’ironia dichiarata e costante. Il soggetto, scritto da Phillip Murphy, Christopher Landon (Happy Death Day) e Michael Kennedy (Freaky), è un vero e proprio gioco di rimandi e autocitazioni. La commedia romantica è evocata con tutte le sue tappe obbligate: l’incontro casuale in caffetteria, la collaborazione forzata, la tensione crescente, il litigio e — ovviamente — la corsa finale per dichiarare i propri sentimenti. Peccato che, nel frattempo, un assassino trucidi chiunque si trovi nei paraggi con modalità tra le più creative e splatter viste negli ultimi anni.
La regia di Josh Ruben riesce a tenere insieme questi due mondi con abilità, anche se non sempre con equilibrio. Le scene horror funzionano meglio: il killer è ben disegnato, le uccisioni sono coreografate con gusto e le sequenze d’azione sono dinamiche e fantasiose. Spiccano in particolare due momenti: l’inseguimento nel commissariato, dove Jay è incatenato a un tavolo, e l’attacco notturno a una coppietta appartata in un furgone, che omaggia apertamente i classici del genere.
Una coppia protagonista credibile, ma non perfetta

Olivia Holt e Mason Gooding si rivelano convincenti nel portare sullo schermo due personaggi comuni, lontani dagli stereotipi hollywoodiani. Ally non è la solita scream queen iper-sessualizzata: è una ragazza normale, ironica, vulnerabile. Jay, da parte sua, è il classico ragazzo affascinante ma anche impacciato, con un passato da ex influencer che aggiunge un pizzico di sarcasmo sul mondo dei social.
I due attori funzionano meglio nei momenti comici che in quelli romantici, ma il loro rapporto cresce in modo coerente e senza forzature. Tra i personaggi secondari spicca Gigi Zumbado nei panni di Monica, la spalla divertente della protagonista: il suo carisma e le sue battute regalano i momenti più riusciti del film, anche se il suo personaggio finisce sottoutilizzato. Piacevole anche il cameo di Jordana Brewster, che si diverte in un ruolo fuori dagli schemi, quello di una detective seduttiva e sopra le righe.
Ironia postmoderna e limiti strutturali

Come altri film recenti (Freaky, Totally Killer), Heart Eyes appartiene alla nuova generazione di horror “consapevoli”, dove le regole del genere vengono prima citate, poi stravolte, infine abbracciate con una strizzata d’occhio allo spettatore. Questo approccio funziona finché resta leggero: Ruben non vuole decostruire il genere, ma divertirsi con esso. Il problema emerge quando il film si prende un po’ troppo sul serio.
La seconda metà della pellicola soffre di un’eccessiva esposizione narrativa, con colpi di scena poco credibili e un ultimo atto troppo lungo e spiegato. Anche la costruzione dell’ambiente lascia a desiderare: da una Seattle realistica e vivace si passa a una città notturna misteriosamente vuota, con situazioni al limite dell’assurdo (un commissariato con solo tre agenti di guardia, strade deserte durante un’emergenza pubblica). Elementi che rompono la sospensione dell’incredulità e indeboliscono la tensione.
In definitiva, Heart Eyes è un film che sa divertire senza prendersi troppo sul serio. La sua forza sta nell’essere autoironico, nel citare con affetto tanto Scream quanto Love Actually, e nel provare a parlare di amore e paura con lo stesso linguaggio. Non tutte le scelte funzionano, e a tratti l’equilibrio tra i toni si spezza, ma nel complesso l’operazione riesce: ci si affeziona ai personaggi, si ride, si salta sulla sedia e si esce dalla sala con la sensazione di aver visto qualcosa di diverso. Non rivoluziona nulla, ma ci ricorda — come dice uno dei protagonisti — che l’amore vero è restare uniti anche quando fuori c’è un assassino che vuole ucciderti. E, almeno in questo, è più onesto di tante rom-com zuccherose.
La recensione in breve
Heart Eyes è un film che intrattiene con intelligenza, anche se non riesce sempre a bilanciare toni e generi. Non tutto fila liscio, ma l’energia del cast e l’originalità del concept lo rendono una proposta piacevolmente fuori dagli schemi per chi cerca un San Valentino (o un giugno) tra cuori e coltelli.
Pro
- L’idea originale di unire slasher e rom-com funziona
- Il design del killer e le scene gore sono ben realizzate
- Ottima autoironia e ritmo brillante nella prima parte
Contro
- Il finale è troppo spiegato e poco credibile
- Alcune ambientazioni notturne sono incoerenti
- Il tono si sbilancia spesso tra comicità e tensione
- Voto CinemaSerieTv
