In una lunga intervista a Repubblica nel quale ripercorre alcune tappe della sua vita personale e professionale, Lino Banfi ha raccontato che di torti ne ha subiti tanti, ma si è sempre preso le sue rivincite con la gentilezza, mai con la cattiveria. E ha raccontato l’episodio di un suo collega, che agli inizi della sua carriera, lo mortificò dicendogli che non sarebbe mai andato avanti, col suo lavoro.

A Repubblica, l’attore – che a luglio compirà 89 anni – ha raccontato del diverbio che ebbe nel periodo in cui faceva avanspettacolo con un collega, del quale non ha fatto il nome.
“Mi ricordo uno con cui litigai nel nostro mondo dell’avanspettacolo, per un malinteso. Una volta mi disse: “Tu non farai mai carriera, sarai un povero morto di fame”. Io risposi: questo non si può sapere, magari succede il contrario. Me ne andai dalla compagnia. Al primo film da protagonista, lo chiamai a lavorare con me e, siccome prendeva poco, gli raddoppiai io il cachet. Se lo è ricordato per tutta la vita: “Come ho fatto a sbagliare così su di te”
Il primo film da protagonista di Banfi è stato Il brigadiere Pasquale Zagaria ama la mamma e la polizia, ma è difficile ipotizzare chi potesse essere il collega che lo aveva mortificato anni prima, perché nel cast figurano diversi attori che avevano fatto l’avanspettacolo, tra cui Enzo Cannavale, Nino Terzo e Gianni Agus.
In merito alla sua vendetta “gentile” Banfi ha spiegato
“Sono strano. Non ho mai fatto vendette classiche, tipo aspettare qualcuno sul fiume. A parte che è laborioso stare seduti vicino al fiume e non so nuotare. Io mi vendico facendo del bene a chi mi ha fatto del male“

L’attore, che di recente è diventato bisnonno, ha spiegato che, negli stessi modi, si è preso una bella rivincita anche in ambito familiare, quando il rapporto tra lui e sua moglie Lucia era mal visto dalla famiglia di lei.
“I familiari di Lucia non mi volevano: chi mi voleva uccidere, chi ferire, chi trasferire da Canosa. Poi sono diventati i parenti più belli che abbia avuto. Mio suocero, che diceva “gli taglio la testa”, m’è morto in braccio a me, per dirlo alla romana. Alla fine li ho fatti venire tutti a Roma”
In una recente intervista televisiva, Lino Banfi ha svelato il messaggio vocale che gli mandò Papa Francesco, al quale lui era molto legato.
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