Nel finale di Piccolo grande amore, Sofia – la principessa costretta a sposare il principe Frederick – sceglie di seguire il cuore: durante la cerimonia nuziale, il suo futuro suocero fa arrestare i veri mandanti del rapimento (zii avidi di denaro), mentre Marco, l’istruttore di surf interpretato da Raoul Bova, irrompe ed entra in chiesa al suo fianco. I due si sposano tra l’emozione e l’esultanza dei presenti, suggellando il lieto fine di una favola moderna in Sardegna e nelle terre del Liechtenhaus
Ambientato tra le affascinanti spiagge della Sardegna e il rigore delle corti europee, il film racconta la fuga di Sofia, nipote del sovrano Massimiliano, che rifiuta un matrimonio di convenienza con Frederick. Appena arriva in Costa Smeralda sotto falso nome – “Lisa” – incontra Marco, istruttore di windsurf che le insegna ad amare la libertà e l’amore spontaneo.

Il cuore della vicenda si scatena quando Sofia viene rapita da criminali assoldati da zii senza scrupoli, desiderosi di spingerla a un matrimonio vantaggioso per sistemare i conti reali. Marco la inseguirà, la libererà e verrà ingiustamente arrestato poco prima delle nozze pattuite.
Nella scena culminante, con Marco in prigione e Sofia sull’altare pronta a sposare Frederick, l’amica Ursula (che aveva già sventato il rapimento) denuncia la macchinazione: il re ordina l’arresto del conte e della contessa. L’attenzione si concentra allora su Marco, ora evaso con l’aiuto di Ursula. Compare in abito elegante, raggiunge Sofia e la accompagna all’altare al posto dell’ex fidanzato. La cerimonia si conclude in un’ondata di applausi, mentre la musica esalta l’unione di due mondi opposti.
