Nel corso di un’intervista concessa a Repubblica in occasione del Filming Italy Sardegna, Sergio Castellitto è intervenuto sulla vicenda del finanziamento statale a Stelle della notte, fantomatico film girato da Francis Kaufmann, presunto assassino della compagna e della figlia, ritrovate morte giorni fa a Villa Pamphili, a Roma.

Come vi abbiamo raccontato qui, l’uomo era riuscito ad ottenere, tramite il meccanismo del tax credit, un finanziamento di quasi un milione di euro per un film che – a due anni dall’approvazione della richiesta – non ha ancora visto la luce.
E proprio sulla kafkiana assurdità della burocrazia si concentra l’intervento di Castellitto, che su Repubbica deplora determinati automatismi che permettano di dare il via a qualsivoglia progetto senza la necessaria supervisione
Non si sa se è una tragedia o una commedia. Trovo inquietante il fatto che se è successo una volta potrebbe anche esserne successe dieci. Perché la burocrazia ha le sue leggi e anche la sua logica, e la sua diabolicità: la burocrazia dice che i documenti stanno a posto, questo è a posto, questo è a posto, e scatta il meccanismo del finanziamento nazionale. Nemmeno lo sceneggiatore più diabolico si potrebbe inventare che uno che uccide una bambina, una povera ragazza in quel modo. Lo stato dà 800.000 euro, è una cifra grande che si dà a un progetto importante, con un cast molto importante, e magari anche con una distribuzione già in atto”.
In recenti dichiarazioni alla stampa, il titolare del MIC Alessandro Giuli ha promesso cambiamenti sostanziali nel meccanismo di attribuzione dei fondi.
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