Nel finale de Lo squalo, il capo della polizia Martin Brody riesce a uccidere il gigantesco squalo bianco facendo esplodere una bombola d’aria compressa infilata nella bocca dell’animale. Dopo un’estenuante caccia in mare aperto a bordo dell’Orca, la barca del burbero cacciatore Quint, Brody si ritrova da solo a fronteggiare la bestia, dopo che Quint è stato sbranato e l’oceanografo Hooper è scomparso sott’acqua. Appeso all’albero spezzato del relitto dell’Orca, Brody spara alla bombola mentre lo squalo lo assale. Il colpo va a segno: l’esplosione devasta la testa dello squalo e il corpo affonda nell’oceano. Poco dopo, Hooper riemerge illeso da una gabbia di protezione danneggiata. I due si aggrappano a una zattera improvvisata e nuotano insieme verso la costa, finalmente salvi.
Il climax del film rappresenta un perfetto equilibrio tra tensione narrativa e soddisfazione emotiva. Dopo aver generato terrore crescente per tutta la durata della storia — con attacchi improvvisi, sparizioni e corpi dilaniati — Spielberg costruisce una sequenza finale ad altissima tensione. La morte di Quint, brutale e ineluttabile, sottolinea quanto lo squalo sia una forza della natura spietata, quasi mitologica.

Ma è proprio quando tutto sembra perduto che Brody, l’uomo più riluttante ad affrontare il mare, riesce a trasformare la propria paura in azione. Usando ingegno e sangue freddo, sfrutta l’elemento più fragile (la bombola dell’aria) per sconfiggere l’avversario più temuto. L’esplosione dello squalo, divenuta un’immagine iconica del cinema, segna il trionfo dell’umanità sulla minaccia primordiale. Una scena tanto spettacolare quanto cruenta, che all’epoca contribuì a renderlo inadatto al pubblico più giovane. Non a caso, la questione dell’età consigliata è ancora oggi oggetto di discussione: qui un approfondimento su Lo squalo e il suo divieto ai minori.
Il ritorno di Hooper e la nuotata finale verso riva chiudono il film con un senso di sollievo e di rinnovata fiducia. Non c’è retorica, solo due uomini sopravvissuti che, remando tra le onde, si lasciano alle spalle il terrore. Lo squalo si conclude così, con l’oceano che torna calmo e silenzioso, ma mai davvero innocente.
Abbiamo incluso Lo squalo nella nostra classifica dei migliori film horror degli anni ’70, nonostante non rientri nel genere in senso stretto. La sua capacità di fondere thriller, horror e dramma umano ha influenzato intere generazioni di cineasti, rendendolo un cult assoluto.
A cinquant’anni dalla sua uscita, Lo squalo resta uno dei film più influenti della storia del cinema. Oltre ad aver terrorizzato generazioni di spettatori, ha segnato l’inizio dell’era dei blockbuster estivi e consolidato il talento di un giovane Steven Spielberg. Il successo del film fu anche merito della celebre colonna sonora composta da John Williams, divenuta immediatamente iconica e capace di evocare la minaccia con due sole note: un sodalizio artistico – quello tra regista e compositore – che continua ancora oggi, come raccontato nel documentario che Spielberg ha voluto dedicare a Williams (qui l’approfondimento).
Nel tempo, Lo squalo è stato più volte riproposto, sia in versione restaurata sia in formato speciale. Nel 2022, ad esempio, il film è tornato sul grande schermo in edizione IMAX e 3D, offrendo una nuova esperienza immersiva agli spettatori contemporanei (ne parliamo qui). Un’operazione che conferma il suo status di cult intramontabile, in grado di parlare a epoche diverse con la stessa forza visiva ed emotiva
