Il giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci ha condiviso sui social il richiamo ricevuto dalla Rai, nel quale gli è stato contestato di aver partecipato ad alcune trasmissioni di La7 – tra cui Otto e mezzo di Lilli Gruber – ma anche di aver rilasciato un’intervista sul tema della libertà di stampa e di aver presentato il suo libro, il tutto senza essersi consultato preventivamente con l’azienda.
Nel suo post Ranucci spiega di essere stato convocato dal suo direttore, Paolo Corsini, e pensava che con lui avrebbe parlato delle novità su Report, ma in realtà il motivo era un altro.
“Pensavo che mi rassicurasse sul fatto che le puntate di Report non verranno tagliate e che i compensi della mia squadra fossero salvi, anche solo per gratitudine per la qualità del lavoro svolto. Pensavo anche che mi avesse convocato per dire bravo a me e la squadra, visto che ieri è uscito l’indice Qualitel, il sondaggio che la Rai è obbligata a fare in ottemperanza al contratto di servizio pubblico, e dove risulta che Report è il programma d’informazione più gradito.”
E invece, la questione al centro dell’incontro – spiega Ranucci – erano i suoi interventi in altri programmi televisivi, ma anche un’intervista concessa ad Alessandro Pirina per La Nuova Sardegna e una presentazione del suo libro, La scelta (Bompiani Overlook).
“Era un provvedimento disciplinare a firma dell’Ad Giampaolo Rossi e del direttore delle Risorse Umane, Felice Ventura. Mi accusano di aver partecipato alla trasmissione della Gruber il 6 maggio, senza essere stato autorizzato. Fatto non vero perché ero stato autorizzato dallo stesso Corsini telefonicamente per lanciare la seconda parte della stagione di Report. Poi di aver presentato il mio libro a Mestre, e di aver rilasciato un’intervista dove parlavo della minore libertà di stampa in Italia e del fatto che la gente si informava di meno. Non si riferiva alla Rai ma al mio libro La scelta edito da Bompiani. Poi mi si accusa di aver partecipato con una telefonata a Piazza Pulita per difendere Report e il collega Giorgio Mottola dalle accuse di manipolazione.”
Un provvedimento che Ranucci accetta “con orgoglio”, perché ritiene di “aver promosso e difeso la squadra e un marchio storico della Rai, come Report”. “Oltretutto arriva dopo le interrogazioni di FI sull’inchiesta su Mori e la Commissione Antimafia, e la denuncia di Fazzolari per la puntata su Mediobanca.”
Nella sua intervista a La Nuova Sardegna, Sigfrido Ranucci aveva criticato apertamente la Rai e, quando Pirina gli ha chiesto perché non fosse andato alla presentazione dei palinsesti, il giornalista aveva risposto:
“Non sono andato perché da due o tre anni c’è la sensazione che questa trasmissione non sia supportata ma sopportata. Agli ultimi arrivati vengono messi tappeti rossi, mentre noi veniamo spostati. Mi dispiace, non c’è il rispetto per una squadra e per una storia. Non lo dico mai, sono il giornalista più premiato della storia della Rai, ma nei nostri confronti non c’è rispetto, solo insofferenza.”
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