Ai funerali di Alvaro Vitali non c’erano molte persone dell’ambiente del cinema, fatta eccezione per Carlo Verdone e pochi altri, ma in questi giorni l’attore è stato ricordato come mito nazionale anche su alcuni quotidiani esteri, come El Pais e Le Monde. L’articolo pubblicato sul giornale francese, in particolare, sta facendo discutere, perché secondo alcune testate italiane avrebbe offeso Vitali, definendolo “libidinoso, basso, brutto, con gli occhi strabici”. Fermo restando che l’attore romano non era certo un adone, va specificato che Le Monde in realtà si riferiva ai personaggi interpretati da Vitali sullo schermo, che potevano Pierino o figure caricaturali molto simili.

Le Monde infatti parla della scomparsa di Alvaro Vitali e ricorda ai lettori che era il protagonista “commedie licenziose provenienti dall’Italia, doppiate orribilmente in francese, versioni degradate e a basso costo della commedia all’italiana” – e anche su questo, non ci sentiamo di smentirlo. Poi il quotidiano parla descrive il personaggio che Vitali interpretava e lo dice esplicitamente:
“Quel personaggio infantile e libidinoso, basso (1 metro e 56), brutto, con un naso borbonico e gli occhi strabici, sistematicamente vittima degli altri personaggi dei film in cui appariva. Eppure, la sua popolarità non ha mai raggiunto in Francia quella che conobbe in Italia per almeno un decennio. In Italia fu una sorta di mito popolare e triviale”
Se è vero che la caratteristiche fisiche di Vitali corrispondono almeno in parte a quelle dei suoi personaggi, non si può dire che Le Monde sia in errore. L’attore di Pierino medico della SAUB non era certo Alain Delon, ma per un certo periodo la sua fisicità fece la sua fortuna sia agli inizi di carriera, quando fu scoperto da Federico Fellini, sia in seguito, quando si tuffò nel filone delle commedie sexy, popolati da donne bellissime e uomini poco avvenenti, ma di aspetto buffo e simpatico.

Il quotidiano francese ricorda che Vitali recitò più volte con Fellini – in Satyricon, i Clown, Roma e altri ancora – e racconta anche che fu uno dei protagonisti dell’era delle “starlette svestite incarnate da Edwige Fenech, Gloria Guida, Nadia Cassini” che erano “oggetto delle attenzioni bavose e libidinose di un erotomane infantile e perennemente sfortunato interpretato da Vitali” – anche qui, si fa riferimento ai suoi personaggi di quel periodo, tutti molto simili tra loro, anche se sullo schermo facevano lavori diversi. Alvaro interpretava sempre il piccoletto col pallino del sesso che vedeva il mondo da un’unica prospettiva, quella del buco della serratura.

Il quotidiano francese elenca un po’ di film interpretati da Vitali in quel periodo – titoli che, nei quotidiani italiani, sono riportati in modo errato, perché tradotti male dalle edizioni francesi. – e nel parlare de La professoressa di scienze naturali, diretto da Michele Massimo Tarantini nel ’76, torna ancora a sottolineare le caratteristiche del personaggio interpretato da Alvaro, “l’assistente totalmente imbecille di un dentista impersonato da Lino Banfi, che gli manifesta il proprio disprezzo sputandogli regolarmente in un occhio”
L’articolo si sposta poi su un piano prettamente critico, spiegando che
“Vitali diventa così il simbolo di una regressione che caratterizza una parte del cinema popolare italiano: un’esplosione caotica di infantilismo”
Ma sottolinea che questo “cinema che non si poneva limiti” era destinato ad avere vita breve e argomenta giustamente che “La tradizione della commedia evolve verso forme più raffinate, il pubblico di quei film si sposta verso la televisione, e la carriera di Alvaro Vitali subisce una brusca battuta d’arresto nel 1983” – anche su questo, nulla da eccepire.

Infine Le Monde conclude spiegando che Alvaro Vitali “Resta l’emblema di un’epoca al tempo stesso decadente e straordinariamente disinibita, quella di un cinema che, da allora, è radicalmente cambiato, perdendo forse qualcosa della sua innocente vitalità”
Alvaro Vitali è morto al suo rientro a casa, dopo un lungo ricovero per una broncopolmonite. Ai suoi funerali Carlo Verdone ha spiegato che prima di morire è riuscito ad interpretare un ruolo in Vita da Carlo 4 – in uscita prossimamente. Alle esequie c’era la sorella dell’attore, quindi la sua ex moglie Stefania Corona, con il nuovo compagno e con sua figlia. L’unico figlio di Vitali, Ennio, non era presente.
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