Una delle scene più conosciute di Non ho sonno, film diretto da Dario Argento nel 2001, è quella in cui una prostituta viene uccisa su un treno in corsa. Una scena estremamente dinamica, che secondo alcuni sarebbe ispirata agli omicidi del serial killer Donato Bilancia – dettaglio mai confermato dal regista.
Nella sua autobiografia, Paura (Einaudi) Argento spiega come ha girato questa scena rivelando che per una volta le mani dell’assassino non sono le sue, ma quelle dell’operatore di macchina.

Nella scena in questione, spiega Argento nel suo libro “un treno è lanciato a tutta velocità nel buio, soltanto qualche fulmine illumina la scena”. Angela, una prostituta, corre da un vagone all’altro, sul treno vuoto, inseguita da qualcuno di cui non vediamo il volto.
“Volevo girare questa sequenza da incubo su un treno vero e poiché il killer mostra le sue mani – in questo film eccezionalmente non erano le mie – chi filmava doveva interpretare anche l’assassino. Risolsi il problema grazie a un’idea dell’operatore di steadycam: Avevamo fatto costruire un’imbragatura d’acciaio che veniva agganciata sulle spalle anziché sull’addome. La macchina da presa era molto pesante e inquadrava il soffitto del treno, costringendo chi la indossava a stare chino in avanti per filmare la fuga della vittima (l’operatore poteva vedere la scena attraverso un visore)”
“Ci vollero molti giorni di riprese sulla tratta Torino-Vercelli: il risultato fu un inseguimento isterico, perfettamente in linea con l’adrenalina che volevo scorresse copiosa tra il pubblico”
Sempre a proposito di Non ho sonno, Dario Argento ha raccontato che prima di girare il film ha fatto numerosi sopralluoghi in case piccole e semplici che gli sarebbero potute servire per le riprese e ha ammesso curiosamente che nonostante gli abitanti delle case gli abbiano mostrato i loro soggiorni, bagni e cucine lui era maggiormente interessato alle camere da letto, per la scena che si vede all’inizio del film – quella con la prostituta e un cliente.
“Mi stendevo sui copriletti degli sconosciuti, saggiavo le molle del materasso, provavo a immaginare quali incubi potessero tormentare i miei personaggi se avessero davvero dormito in quelle stanze. Oppure quali fantasticherie avrebbero avuto da svegli, del resto il titolo rimanda alla frase che dicono i bambini quando si rifiutano di andare a letto: “Non ho sonno”

Non ho sonno vede protagonisti Stefano Dionisi, Max von Sydow, Chiara Caselli, Gabriele Lavia – che lavorò con Argento in Profondo Rosso – poi Rossella Falk. La colonna sonora fu affidata ai Goblin che per il film furono candidati ai Nastri d’argento per la miglior colonna sonora.
Al link che segue vi sveliamo tutte le curiosità su Profondo Rosso, il film capolavoro del regista.
