Dean Cain, noto per aver interpretato Superman nella serie Lois & Clark: The New Adventures of Superman dal 1993 al 1997, è tornato a far parlare di sé criticando apertamente la nuova versione dell’Uomo d’Acciaio diretta da James Gunn.
In un’intervista video rilasciata a TMZ, Cain si è detto preoccupato dal fatto che Hollywood stia rendendo il personaggio “troppo woke”, snaturandone l’identità per adattarlo ai tempi moderni. Il punto centrale delle sue critiche riguarda la visione espressa da Gunn, secondo cui Superman rappresenterebbe “la storia dell’America”, ovvero quella di un immigrato arrivato da un altro mondo che incarna valori positivi come la gentilezza.
Cain ha commentato con tono polemico:
“Quanto woke potrà mai diventare questo personaggio per Hollywood? Quanto mai potrà cambiare la Disney la sua Biancaneve? Perché sentono il bisogno di modificare questi personaggi affinché riflettano il momento storico attuale? Se vuoi creare un nuovo personaggio, fallo pure. Ma cambiare personaggi amati non credo sia una buona idea.”
Il riferimento al classico motto “Truth, justice, and the American way” non è casuale: Cain ha espresso nostalgia per quella formula storica, sostituita recentemente con “Truth, justice, and a better tomorrow”. Ha proseguito spiegando che l’“American way” è effettivamente accogliente verso gli immigrati, ma ci sono dei limiti:
“Superman ha sempre rappresentato ‘verità, giustizia e lo stile di vita americano’, e lo stile di vita americano è amichevole verso gli immigrati, estremamente amichevole. Ma ci sono delle regole. Non puoi arrivare qui dicendo: ‘Voglio eliminare tutte le regole in America, perché voglio che sia più simile alla Somalia.’ Non funziona così, perché se sei dovuto andare via dalla Somalia per venire qui… devono esserci dei limiti. Non possiamo accogliere tutti negli Stati Uniti. Non possiamo accogliere tutti, altrimenti la società collassa. Quindi ci devono essere dei limiti.”
Le parole di Gunn — secondo cui “Superman è un immigrato venuto da un altro luogo e ha popolato il Paese” e che il film trasmette il messaggio che “la gentilezza è un valore umano fondamentale che abbiamo perso” — hanno scatenato forti reazioni da parte dell’area conservatrice americana.
Il conduttore di Fox News Jesse Watters ha ironizzato affermando che Superman oggi “lotta per la verità, la giustizia e i pronomi preferiti”. Kellyanne Conway ha aggiunto: “Non andiamo al cinema per essere indottrinati o per subire ideologie imposte”.
Anche Cain ha rincarato la dose sul versante politico:
“Penso che inserire Superman in questo discorso sia stato un errore da parte di James Gunn. Dire che si tratta di una questione di immigrazione secondo me danneggerà gli incassi del film. Ero entusiasta per questo progetto, lo sono ancora. Voglio vedere com’è… Faccio il tifo perché abbia successo. Ma quell’ultima affermazione politica non mi è piaciuta.”
James Gunn ha però minimizzato le polemiche, dichiarando durante la première del film a Los Angeles (Variety) che non ha “nulla da dire a chi diffonde negatività” e che Superman è semplicemente “un film sulla gentilezza, e credo sia qualcosa a cui tutti possano relazionarsi”.
Suo fratello, l’attore Sean Gunn, che nel film interpreta il miliardario Maxwell Lord, ha risposto con forza alle critiche:
“La mia reazione a tutte queste polemiche è che rappresentano esattamente ciò di cui parla il film. Noi sosteniamo la nostra gente, amiamo i nostri immigrati. Sì, Superman è un immigrato, e sì, le persone che sosteniamo in questo Paese sono immigrati. E se non ti piace, allora non sei americano. Chi è contro gli immigrati è contro lo spirito americano.”
