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Home » Film » Recensioni film » Prophecy, la recensione: un cyber-thriller che perde presto la connessione

Prophecy, la recensione: un cyber-thriller che perde presto la connessione

La nostra recensione di Prophecy di Jacopo Rondinelli, un esperimento curioso tra manga e cinema italiano, che funziona a metà.
Agnese AlbertiniDi Agnese Albertini12 Luglio 2025Aggiornato:12 Luglio 2025
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Una scena di Prophecy - Fonte: Disney+
Una scena di Prophecy - Fonte: Disney+
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Il film: Prophecy (2025). Regia: Jacopo Rondinelli. Genere: Thriller, Azione, Drammatico. Cast: Damiano Gavino, Denise Tantucci, Haroun Fall, Ninni Bruschetta, Federica Sabatini, Giulio Greco. Durata: 96 minuti. Dove l’abbiamo visto: Su Disney+.

Trama: Gates, ex startupper diventato rider, scopre di essere stato derubato della sua invenzione da un potente imprenditore. Decide così di reinventarsi come Paperboy, un giustiziere mascherato che usa il web per smascherare corrotti e difendere i più deboli. Insieme a un gruppo di giovani alleati, scatenerà una campagna di vendetta digitale che metterà in crisi il sistema.

A chi è consigliato? Prophecy è indicato per chi ama i thriller cospirazionisti con sfumature sociali e per chi cerca un prodotto italiano diverso dal solito, con influenze manga e atmosfere da hacker movie.


Jacopo Rondinelli firma con Prophecy un tentativo audace: portare sullo schermo italiano una storia tratta da un manga giapponese, aggiornandola con tematiche contemporanee e ambientandola in una Torino riconoscibile e urbana. Disponibile su Disney+ dall’11 luglio, il film mette in scena una sorta di “Robin Hood digitale” mascherato da giornale, ma il risultato, pur partendo da presupposti stimolanti, fatica a convincere del tutto.

Un cyber-thriller tra attivismo giovanile e vendetta social

Una scena di Prophecy
Una scena di Prophecy – Fonte: Disney+

Protagonista del film è Gates (Damiano Gavino), ex startupper che, dopo essere stato truffato da un imprenditore senza scrupoli, decide di reinventarsi come Paperboy: un giustiziere mascherato che smaschera corruzione e ingiustizie attraverso video virali. Con lui, una squadra di giovani outsider – tra cui spiccano Ade (Haroun Fall) e Grazia (Denise Tantucci) – unisce le forze per colpire i potenti là dove fa più male: davanti all’opinione pubblica online.

Rondinelli imposta il racconto come un mix tra heist movie e revenge thriller, puntando su un linguaggio visivo che richiama il mondo dei social, con dirette, notifiche, viralità e filtri. Tuttavia il tono, a metà tra action e commedia, non sempre trova un equilibrio, oscillando tra momenti drammatici e trovate che vorrebbero essere leggere ma finiscono per sembrare ingenue.

Tanti temi attuali, ma trattati in superficie

Una scena di Prophecy - Fonte: Disney+
Una scena di Prophecy – Fonte: Disney+

Prophecy affronta questioni rilevanti: il lavoro precario dei rider, il potere persuasivo dei social media, la sfiducia nei confronti delle istituzioni e una giustizia fai-da-te che si fa spettacolo. L’intento è lodevole, ma spesso resta in superficie, preferendo una narrazione semplificata che riduce la complessità dei problemi a slogan o gesti plateali.

Anche la costruzione dei personaggi soffre di questa stessa leggerezza: Paperboy parla per frasi fatte e i comprimari sembrano tagliati con l’accetta. Fa eccezione Ninni Bruschetta, che offre al suo Tizio una presenza credibile e ironica, mentre il villain interpretato da Giulio Greco risulta eccessivamente caricaturale.

Regia energica ma non sempre incisiva

Una scena di Prophecy - Fonte: Disney+
Una scena di Prophecy – Fonte: Disney+

La regia di Rondinelli si muove con dinamismo e una certa voglia di sperimentare: l’uso delle soggettive, il montaggio rapido, la fotografia fredda e urbana, così come il commento elettronico di Matteo Buzzanca, creano un’atmosfera coerente con l’immaginario hacker e metropolitano del film. Tuttavia, la messa in scena non riesce a dare corpo a una vera tensione narrativa, e le sequenze d’azione mancano di mordente. Anche il ritmo, pur sostenuto, risente di una sceneggiatura poco stratificata: mancano veri colpi di scena, i dialoghi risultano spesso scolastici, e la suspense si affloscia proprio nei momenti in cui dovrebbe esplodere.

Un giustiziere digitale con troppe falle nel sistema

Una scena di Prophecy - Fonte: Disney+
Una scena di Prophecy – Fonte: Disney+

Prophecy è un film che merita rispetto per il coraggio della proposta e per l’ambizione di unire manga, denuncia sociale e cinema di genere italiano. Il risultato, però, è diseguale: le buone idee iniziali si perdono in una scrittura debole, personaggi poco approfonditi e un tono che fatica a trovare coerenza. Ciononostante, si tratta titolo che potrebbe comunque incuriosire il pubblico più giovane e trovare una seconda vita in streaming grazie a Disney+, dove il suo linguaggio “pop” potrebbe risultare più accessibile e meno esigente.

La recensione in breve

5.5 Sbilanciato

Prophecy è un film ambizioso che prova a coniugare critica sociale, ispirazione manga e linguaggio contemporaneo, ma inciampa in una sceneggiatura debole e in personaggi poco incisivi. Nonostante le buone intenzioni e qualche scelta visiva interessante, il risultato è altalenante: un prodotto che incuriosisce più per l’idea che per la sua effettiva riuscita.

Pro
  1. Concept originale e coraggioso per il panorama italiano
  2. Tematiche attuali (riders, disuguaglianza, social media)
  3. Regia energica e fotografia coerente con il tono urbano
  4. Ninni Bruschetta regala un’interpretazione solida e misurata
Contro
  1. Sceneggiatura debole e svolte prevedibili
  2. Dialoghi banali e personaggi secondari poco sviluppati
  3. Tono incerto tra commedia e thriller
  4. Il protagonista risulta più simbolico che realmente empatico
  • Voto CinemaSerieTv 5.5
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