Adriana Asti è morta oggi 31 luglio 2025 a Roma. L’attrice milanese aveva 94 anni e si è spenta nel sonno, riporta il Corriere della Sera. Asti sarà ricordata per la sua carriera teatrale, per la collaborazione con Pasolini, Bertolucci e Giorgio Ferrara. Nel 1979 recitò nel controverso film Caligola, di Tinto Brass.
Asti, nata a Milano il 30 aprile 1931, ha raccontato di essere stata una bambina “bruttina” e gracile, educata da suore tedesche in tempo di guerra. Un’infanzia non proprio felice, che fu segnata anche da abusi sessuali. A Walter Veltroni, per il Corriere raccontò:
“Con il ricamo facevo persino delle piccole svastiche. Le svastiche come regalo di Natale. Le suore tedesche erano inflessibili. Saluto al Führer al mattino e grandi testi nazisti da ricopiare. A noi bambini sembrava normale”
Sugli abusi da parte di una cameriera friulana invece, non disse nulla ai suoi genitori e ne parlò solo in età adulta. “All’inizio mi sembrava quasi naturale, come un prezzo da pagare all’essere bambini. La vita è molto dura per i bambini”
iniziò la sua carriera a teatro a vent’anni, con la compagnia Il Carrozzone con un ruolo ne Il Miles gloriosus di Plauto. Successivamente, recitò ne Il crogiuolo di Arthur Miller, per la regia di Visconti, che le aprì le porte del successo teatrale. Del suo ingresso in teatro raccontò:
“Conoscevo quelli del Carrozzone che andavano in giro per l’Italia. Mi hanno detto: “Perché non vieni e fai l’attrice?”. Ma io non riuscivo neanche a dire le poesie dietro la porta a Natale, non suonavo bene il piano, ero proprio una bambina molto disturbata. Non volevo farlo, ma loro viaggiavano, andavano in giro per città fantastiche: Cento, Mirandola… Allora ho detto: “Io vengo. Non so fare l’attrice ma darò una mano”. (…) Papà ha pensato: “Tornerà dopo due giorni, non è capace da sola neanche di aprire una porta o una bottiglia, è del tutto incapace”. Mi hanno lasciato andare e non sono più tornata”
Nel corso degli anni, Asti si dedicò con passione al palcoscenico interpretando ruoli in capolavori della drammaturgia classica e moderna. Tra le sue performance più note figurano Trovarsi di Luigi Pirandello (1981), Santa Giovanna di George Bernard Shaw (1984), Giorni felici di Samuel Beckett (1985) e La locandiera di Goldoni (1986). Nel 1988 recitò in Tre uomini per Amalia, scritto dal suo psicanalista, Cesare Musatti.
Nel 1999 scrisse e interpretò Alcool, accanto a Franca Valeri, mentre nel 2000 si cimentò con Ferdinando, un classico della drammaturgia francese contemporanea, scritto da Annibale Ruccello.
Al cinema invece, debuttò giovanissima con il corto Buio in sala (1948) diretto da Dino Risi. La sua collaborazione con Luchino Visconti proseguì anche sul grande schermo, con ruoli nei film Rocco e i suoi fratelli e Ludwig, nei panni di Lila Von Buliowski.

Tra i suoi ruoli più memorabili nel cinema si ricordano la prostituta Amore in Accattone (1961) di Pier Paolo Pasolini, suo amico, e la zia del protagonista in Prima della rivoluzione (1964) di Bernardo Bertolucci, che fu il suo primo marito. Negli anni successivi recitò in pellicole di registi di fama internazionale come Il fantasma della libertà (1974) di Luis Buñuel e in film di Giorgio Ferrara, suo secondo marito, come Un cuore semplice (1977) e Tosca e altre due (2003). Nel 1979 Adriana Asti interpretò uno dei suoi ruoli più discussi, quello di Ennia, amante dell’imperatore Caligola nel film di Tinto Brass. Ai tempi Asti aveva 48 anni e il suo era un ruolo per il quale si mostrò a seno nudo, e in una cornice fortemente scabrosa. Anche a teatro si spogliò in Old Times, di Visconti, ma lei in un’intervista disse che non rinnegava nulla:
“Ah non rinnego nessuno di quei film. Paolo il caldo, La schiava io ce l’ho e tu no e così via. Mostrarmi nuda e vedere che c’era un fiume di uomini che mi ammiravano, mi corteggiavano, per me era un risarcimento. So che avrei dovuto scandalizzarmi, ma era quello che provavo”
Nei primi anni 2000 Adriana Asti fu protagonista di film di grande successo come La meglio gioventù (2003) e Quando sei nato non puoi più nasconderti (2005), entrambi diretti da Marco Tullio Giordana, con il quale vinse importanti riconoscimenti, tra cui il terzo Nastro d’Argento e il Ciak d’Oro. Nel 2008 partecipò anche a L’ultimo Pulcinella di Maurizio Scaparro.
