Frank Caprio, il giudice statunitense diventato celebre per la sua umanità e protagonista del reality Caught in Providence, è morto all’età di 88 anni a causa di complicazioni di un cancro al pancreas che gli era stato diagnosticato due anni fa. La notizia è stata confermata da un comunicato diffuso sui suoi profili social, che ha parlato di una morte avvenuta in pace dopo “una lunga e coraggiosa battaglia con il cancro”.
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Caprio aveva annunciato pubblicamente la malattia nel 2023, raccontando in un video che il suo compleanno era stato segnato da una diagnosi dura da accettare: “Questo compleanno è un po’ diverso da tutti gli altri che ho avuto. Non mi sentivo bene e, dopo degli esami, la risposta non è stata buona. Mi è stato diagnosticato un cancro al pancreas, che è una forma insidiosa di tumore”. Solo pochi giorni prima della sua morte, aveva pubblicato un altro video dal letto d’ospedale, rivolgendosi ai suoi milioni di follower:
“Lo scorso anno vi ho chiesto di pregare per me, ed è molto evidente che lo avete fatto perché sono riuscito a superare un periodo difficile. Purtroppo ho avuto una ricaduta. Ora sono di nuovo in ospedale e torno a chiedervi di ricordarmi nelle vostre preghiere”.
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Per decenni giudice municipale a Providence, Caprio aveva costruito una carriera unica, diventando celebre nel mondo con Caught in Providence, programma trasmesso tra il 2018 e il 2020 e candidato più volte ai Daytime Emmy. La sua aula di tribunale, raccontata come un luogo dove le persone e i casi venivano trattati con gentilezza e compassione, era stata diversa da quella dei giudici televisivi più noti, spesso duri e inflessibili. I suoi video, diffusi su TikTok, Instagram e YouTube, hanno superato il miliardo di visualizzazioni e lo hanno consacrato come il “Giudice più gentile del mondo”
Come scrive The Guardian, uno dei tratti che lo avevano reso popolare era la capacità di coinvolgere i bambini nelle udienze, lasciandoli partecipare al giudizio sui genitori, oppure di affrontare le storie più delicate con sensibilità. In uno degli episodi più visti, aveva ascoltato una madre che aveva perso il figlio e, toccato dalla sua vicenda, aveva annullato multe e sanzioni per 400 dollari.
Caprio non si era limitato a intrattenere: aveva usato la sua notorietà per denunciare le disuguaglianze nell’accesso alla giustizia. In un suo discorso disse:
“La frase ‘con libertà e giustizia per tutti’ rappresenta l’idea che la giustizia debba essere accessibile a chiunque. Tuttavia non è così”
“Quasi il 90% degli americani a basso reddito è costretto ad affrontare da solo problemi civili come assistenza sanitaria, sfratti ingiusti, benefici per i veterani e persino violazioni del codice stradale”.
Nato a Providence, nel quartiere di Federal Hill, era cresciuto in una famiglia umile, secondo di tre fratelli, da una famiglia di origine italiana. Il padre Antonio Caprio, era immigrato da Teano, mentre sua mamma Filomena era nata a Providence da una famiglia emigrata da Napoli.Dopo quasi quarant’anni di servizio, si era ritirato dalla corte municipale nel 2023. Riflettendo sul suo percorso, aveva detto: “Spero che le persone capiscano che le istituzioni di governo possono funzionare molto bene esercitando gentilezza, equità e compassione nelle loro decisioni. Viviamo in una società molto conflittuale, ma spero che si veda che possiamo dispensare giustizia senza essere oppressivi”.
La sua famiglia lo ha ricordato come
“un marito, padre, nonno, bisnonno e amico devoto. Amato per la sua compassione, umiltà e incrollabile fiducia nella bontà delle persone, il giudice Caprio ha toccato la vita di milioni di persone dentro e fuori l’aula. Il suo calore, il suo umorismo e la sua gentilezza hanno lasciato un segno indelebile in tutti coloro che lo hanno conosciuto”.
Il governatore del Rhode Island, Dan McKee, lo ha definito “più di un magistrato: un simbolo di empatia sul banco, che ci ha mostrato cosa è possibile quando la giustizia è temperata dall’umanità”. Ha disposto che tutte le bandiere dello Stato venissero abbassate a mezz’asta in suo onore, ricordandolo come una persona che aveva affrontato la malattia con coraggio.
