David Spade ha raccontato un’esperienza che lo ha profondamente turbato e che porta alla luce un tema poco discusso: la pressione dei cacciatori di autografi professionisti sulle star di Hollywood. Durante l’ultimo episodio del podcast Fly on the Wall, condotto con l’amico e collega Dana Carvey, Spade ha spiegato di essere stato seguito da due auto al termine di uno show all’Improv di Los Angeles. Nel buio della notte, mentre percorreva la strada stretta che porta alla sua abitazione, si è accorto che i veicoli non lo stavano semplicemente sorpassando.
“All’inizio ho pensato ad un tentativo di aggressione per rubarmi l’auto o a una rapina. Vado su questa stradina lurida, piuttosto stretta, e ci sono due auto dietro di me. Non ci faccio caso subito, poi vedo che mi stanno addosso. È buio pesto, il posto perfetto per un’aggressione”.
Preoccupato, Spade ha afferrato lo spray al peperoncino pronto a difendersi, ma la vera ragione dell’inseguimento era diversa.
“Si affiancano e si fermano. Cinque uomini in macchina, con il finestrino abbassato mi chiedono: ‘Ehi, puoi firmare un po’ di roba? Abbiamo tutti questi Funko Pop’. Io ho risposto di andarsene al diavolo”.
Il comico, celebre per le sue apparizioni al Saturday Night Live, ha però confessato che la tensione è salita quando gli uomini lo hanno seguito fino al vialetto di casa: “Ero abbastanza nervoso. Mi sono detto: se entrano anche loro nel mio cortile, prendo la pistola. Solo per mostrarla e far capire: adesso siete a casa mia, non potete fare così”.
Spade ha sottolineato più volte la differenza tra il rapporto autentico con i suoi fan e il comportamento di chi cerca solo un guadagno:
“Non sono veri fan. Amo i fan, ma questo non ha nulla a che fare con l’affetto per il mio lavoro. È un business. Queste persone mi hanno seguito fin dentro il mio quartiere, ed è ancora più spaventoso”.
I cacciatori di autografi per profitto assediano le star anche durante i festival e gli eventi cinematografici. Ad esempio, in questi giorni, durante la Mostra di Venezia, è facile vederli riuniti a gruppi mentre “pattugliano” le aree più frequentate dai vip, come l’Hotel Excelsior.
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