Durante una masterclass organizzata da Cartier alla Mostra del Cinema di Venezia 2025, la costumista Milena Canonero ha raccontato come nacque la tavolozza cromatica dei costumi di Marie Antoinette, il film del 2006 diretto da Sofia Coppola e interpretato da Kirsten Dunst. La costumista, vincitrice di quattro Oscar, ha svelato un dettaglio curioso: l’ispirazione arrivò da una scatola di macarons che la regista portò con sé dall’estero.

Come scrive The Hollywood Reporter, Canonero ha raccontato che non affittarono i costumi per il film, ma li crearono da zero in laboratorio.
“Sofia venne a trovarci a Roma, dove avevamo allestito un laboratorio per creare i costumi, e arrivò con un’enorme scatola di macarons. All’epoca erano quasi sconosciuti in Italia. In modo molto delicato, non disse che quella sarebbe stata la palette, ma disse invece: “Mi piacciono molto questi colori””
L’idea prese subito forma: “Nei macarons si passa dai pastelli più chiari al cioccolato scuro fino al nero. Avevo davanti a me tutta la gamma cromatica ed è stata un’ottima intuizione”

La scelta si rivelò perfettamente coerente con lo spirito del film. Coppola ha spiegato che desiderava un’opera che restituisse freschezza e vitalità alla figura della regina di Francia, senza l’austerità di un film storico accademico:
“Volevo che questo film in costume fosse vivo e fresco, non un pezzo da museo. Sapevo che Milena mi avrebbe aiutato a realizzare ciò che avevo in mente portando uno sguardo nuovo su quell’epoca”
Il legame tra la regista e la costumista, però, affonda le radici molto più indietro nel tempo. Sofia Coppola ricorda di aver conosciuto Canonero sul set di Cotton Club, diretto dal padre Francis Ford Coppola negli anni ’80:
“Avevo 11 o 12 anni. Dopo la scuola amavo andare in studio e vedere cosa stessero creando. Passavo molto tempo nel reparto costumi, era sempre magico. Milena aveva un atelier pieno di abiti incredibili: è un ricordo bellissimo”.
Canonero ha aggiunto: “Con Sofia ci siamo capite subito, c’è sempre stato un legame speciale. Quando mi chiese di occuparmi dei costumi di Marie Antoinette fu emozionante”
La costumista era già un punto di riferimento grazie al lavoro su Barry Lyndon di Stanley Kubrick, ma anche Coppola aveva maturato un approccio personale, dopo i successi di Il giardino delle vergini suicide e Lost in Translation. Durante l’incontro Canonero ha citato proprio il debutto della regista come uno dei suoi film preferiti:
“Non solo perché è il suo primo film, ma perché è eccellente. Porta sullo schermo il mistero della crescita e l’inquietudine della giovinezza. È un film che resterà per sempre”
Nonostante all’epoca dell’uscita Marie Antoinette ricevette recensioni contrastanti e fu definito dalla stessa regista “un flop”, oggi la pellicola è rivalutata soprattutto dalle nuove generazioni, come dimostrato dall’entusiasmo del pubblico veneziano durante la proiezione di alcuni estratti. Coppola ha inoltre annunciato che è in preparazione un restauro ufficiale del film.

L’incontro si è chiuso con l’annuncio che le conversazioni curate da Cartier proseguiranno nei prossimi giorni della Mostra del Cinema di Venezia 2025, con protagonisti Sergio Castellitto e Margaret Mazzantini, Alfonso Cuarón e Michael Seresin, Jane Campion e Tanya Seghatchian.
A proposito di costumi, al link che segue vi sveliamo le curiosità sugli abiti indossati da Julia Roberts in Pretty Woman.
Sofia Coppola and costume designer Milena Canonero arrive for a conversation at Venice Film Festival. pic.twitter.com/brbQMcvV7e
— Variety (@Variety) August 29, 2025
