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Home » Personaggi » Michela Andreozzi, la battuta sulla Lazio e le accuse a Pino Insegno: così finì nel mirino di Diabolik

Michela Andreozzi, la battuta sulla Lazio e le accuse a Pino Insegno: così finì nel mirino di Diabolik

Ecco quale fu la battuta di Michela Andreozzi per la quale finì nel mirino di Fabrizio Piscicelli, detto Diabolik. A dare il numero dell'attrice al criminale fu Pino Insegno.
Fabio FuscoDi Fabio Fusco7 Settembre 2025
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Diabolik, Michela Andreozzi e Pino Insegno
Diabolik, Michela Andreozzi e Pino Insegno
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Era il 24 febbraio 2019 quando Michela Andreozzi, ospite negli studi di Sky per commentare la Notte degli Oscar, fece una battuta sulla Lazio che le sarebbe costata una valanga di minacce sui social e una telefonata intimidatoria di Fabrizio Piscitelli, il criminale noto come Diabolik, che era anche capo degli ultras della squadra biancoceleste. A dare il numero di Andreozzi a Piscitelli, sarebbe stato Pino Insegno, secondo un’inchiesta de Il Domani. Ma che aveva detto l’attrice? Commentando il film Roma di Alfonso Cuarón, immaginò un ipotetico film omologo dal titolo Lazie, diretto da Matteo Rovere, con una trama grottesca:

“Storia della colf di Sora di Chinaglia che lo molla e va a lavorare per Bruno Conti. Una faida ambientata nel mondo della Lazie”

Una battuta riferita al cinema, che però scatenò l’ira di molti tifosi biancocelesti. Sul web comparvero insulti violenti e minacce, riportava il Corriere dello Sport: da “soffri male” a “ridicola”, fino a veri e proprie minacce di morte. Travolta dalla bufera, Andreozzi chiuse Twitter e non lo riaprì più, si scusò pubblicamente spiegando che non capiva nulla di calcio, che la battuta era un gioco sul titolo del film e non sulla squadra, e che in famiglia convivevano passioni diverse: un fratello laziale, una madre e lei stessa simpatizzanti del Napoli. “Accetto critiche in questo senso, non il bullismo che sto subendo in queste ore”, dichiarò.

Fabrizio Piscitelli
Fabrizio Piscitelli

Nei giorni scorsi però, sono saltate fuori nuove rivelazioni su quella vicenda. In un intervento pubblicato su Domani, Andreozzi ha raccontato che a quella bufera si aggiunse un episodio ancor più inquietante: una telefonata minacciosa ricevuta da Fabrizio Piscitelli, detto Diabolik, capo degli ultrà della Lazio, ucciso nell’agosto 2019. “Con un tono inquietante mi invitava a rimediare a una battuta sulla Lazio”, ha scritto l’attrice, spiegando di aver vissuto mesi di ansia e paura.

“Non credo sia necessario entrare nei dettagli per spiegare quanto possa essere spaventoso ricevere una telefonata di quel tenore da un personaggio con una pesante curriculum giudiziario alle spalle”

Dalle intercettazioni pubblicate da Nello Trocchia su Domani è emersa una vera campagna di odio, guidata da Piscitelli e da altri, con insulti sessisti e minacce: “Distruggetela sta t…”, “Dobbiamo sapere dove sta”,”La dovemo sfonna’”. 

Pino Insegno
Pino Insegno

Ma il dettaglio più scioccante riguarda il coinvolgimento di Pino Insegno. Domani ha riportato che, il 25 febbraio 2019, Piscitelli gli aveva inviato un link relativo alla battuta dell’attrice. Insegno, nelle chat acquisite dagli inquirenti, rispose girando il numero privato della collega. Da lì partì l’ondata di chiamate e di insulti. Andreozzi non era a conoscenza di questo dettaglio ed è rimasta sconvolta, perché conosce Insegno da trent’anni e con lui si è trovato a condividere diverse situazioni lavorative.

“C’è davvero bisogno di sottolineare quanto possa essere inopportuno e pericoloso condividere il numero di cellulare di una collega, una donna, con un noto pregiudicato? In queste ore di attesa di conferme o smentite sto riflettendo su quali iniziative prendere, ma non volevo tacere su un fatto di questa portata, specialmente nei difficili tempi che stiamo vivendo in cui, soprattutto noi donne, ci ritroviamo continuamente a combattere violenze di ogni natura.”

Contattato da Domani, Insegno ha dichiarato di non poter rilasciare interviste senza autorizzazione della Rai, spiegando solo che “Fabrizio era un amico”, ma senza commentare direttamente il caso Andreozzi.

Michela Andreozzi
Michela Andreozzi

Oggi l’attrice ribadisce che la Lazio e la sua tifoseria sana non hanno alcuna responsabilità in quella vicenda. “Sono cresciuta in una famiglia in cui convivono fedi calcistiche diverse e lo sport dovrebbe insegnare soprattutto il valore della diversità”. Ma quell’episodio, conclude, resta per lei “una ferita aperta”

L’episodio si inserisce in un contesto ben più ampio. Pochi mesi dopo, il 7 agosto 2019, Fabrizio Piscitelli veniva assassinato con un colpo alla nuca, un delitto che ha cambiato gli equilibri criminali della Capitale e innescato una lunga faida tra clan. Le indagini hanno portato a scandagliare le frequentazioni e le chat di Piscitelli, dove compare anche Paolo Signorelli, nipote dell’omonimo fondatore di Ordine Nuovo e in seguito portavoce del ministro Francesco Lollobrigida, poi costretto a dimettersi. E tra gli scambi tra Signorelli e Diabolik, spiccano anche insulti nei confronti di Andreozzi.

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